TRAGEDIA SFIORATA
Aldo Montano, come sta oggi dopo il grande spavento e la corsa in ospedale, le parole dello schermidore: “Sono profondamento grato”
- Ecco come sta Aldo Montano dopo lo shock anafilattico
- “Sono profondamente grato“, le parole dello sportivo
Dopo il grande spavento della settimana scorsa Aldo Montano torna a sorridere accanto alla sua famiglia. L’ex schermidore infatti ha rischiato la vita dopo aver mangiato un piatto di fettuccine contenente della caseina che gli ha causato un terribile shock anafilattico.
L’incidente gli è costato una corsa al pronto soccorso che fortunatamente si è risolto nel migliore dei modi grazie al pronto intervento dei medici.

Accanto a una foto che lo ritrae insieme ai due figli, Olimpia, 9 anni, e Mario, 5, scrive: “Ho pensato che non avrei più rivisto i miei figli”.
“Desidero ringraziare di cuore tutti voi per i tantissimi messaggi, le telefonate e l’affetto che mi avete dimostrato in questi giorni. La vostra vicinanza è stata davvero emozionante e mi ha fatto sentire quanto sia grande il valore delle persone che fanno parte della mia vita. Ogni parola, ogni pensiero e ogni gesto hanno significato tanto per me”, aggiunge.
Il 47enne ha poi tenuto a precisare di stare bene. “Fortunatamente adesso sto bene e desideravo rassicurare tutti. Vi sono profondamente grato per l’affetto e l’attenzione che mi avete dedicato”, conclude.

Poco dopo la tragedia sfiorata del 4 luglio scorso Aldo aveva espresso tutto il suo dissenso per quanto accaduto. “Nel 2026 è inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari. Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto”, si legge nella foto condivisa sul suo profilo Instagram che lo ritrae nel letto di ospedale.
“Ogni volta che qualcuno minimizza risponde con leggerezza o non segue i protocolli, sta mettendo a rischio una vita umana. Non esistono ‘piccole distrazioni’ quando le conseguenze possono essere uno choc anafilattico. Questa volta sono riuscito ad arrivare in ospedale. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro. È ora che le allergie alimentari vengano trattate per quello che sono: un’emergenza potenziale, non un dettaglio da ignorare. Perché tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore”, conclude.