23/1/2020 | 3 MINUTI DI LETTURA

Andrea Vianello dopo l’ictus: 'Non volevo vedere i miei figli, pensavo che il mio volto non c’era più perché non c’erano più le parole. Era come mostrarmi spezzato. Poi ho capito di aver sbagliato’

  • Il giornalista ha recuperato facendo per sei mesi logopedia tutti i giorni
  • 'Le parole erano lì ma non riuscivo a farle uscire e sbagliavo anche le poche che dicevo'

Andrea Vianello racconta il suo travagliato percorso dopo l’ictus che lo ha colpito il 2 febbraio 2019. Quando si è svegliato, dopo l’intervento d’urgenza all’emisfero sinistro del cervello, Il giornalista 58enne, conduttore tv ed ed direttore di Rai 3, non sapeva più parlare. Per questa ragione non voleva vedere più i suoi tre figli, Goffredo, Maria Carolina e Vittoria. “Era come mostrarmi spezzato”, confessa a Oggi.

Andrea Vianello dopo l'ictus: 'Non volevo vedere i miei figli, era come mostrarmi spezzato'
Andrea Vianello dopo l'ictus: 'Non volevo vedere i miei figli, era come mostrarmi spezzato'

Ha scritto tutto in un libro, “Ogni parola che sapevo”, edito da Mondadori. Al settimanale sul quel drammatico 2 febbraio dice: “Facendo colazione, mi sono accorto che la mano destra non rispondeva, poi che non controllavo tutta la parte destra. Ho iniziato a urlare il nome di mia moglie Francesca. lei, quando mi ha visto, ha capito subito, ha chiamato l’ambulanza e mi ha salvato la vita”.

Durante l’intervento ad Andrea Vianello sono stati impiantati due stent per riattivare la circolazione del sangue nel cervello. Quando si è svegliato, però, dopo l’operazione, non riusciva a muovere bene la mano destra. Soprattutto non riusciva più a parlare.

“Le parole erano lì ma non riuscivo a farle uscire e sbagliavo anche le poche che dicevo. Non sapevo dire il nome di mia moglie”, confessa Andrea Vianello. I primi sei mesi sono stati fondamentali per capire quanto si potesse recuperare. “Dopo il primo anno ciò che fatto è fatto - sottolinea - Io però pur essendo alla vigilia dell’anniversario e avendo recuperato tanto, so che posso fare ancora di più”. E’ riuscito a parlare di nuovo facendo logopedia per tutti i giorni per sei mesi.

Andrea Vianello vuole tornare presto a lavorare, ma ora la priorità è la famiglia. Dopo l’ictus, al risveglio, senza le 'sue' parole, non voleva vedere i suoi figli. “Pensavo che il mio volto, come lo conoscevano, non c’era più perché non c’erano più le parole. Pensavo che la mia identità violata potesse fargli male. Era come mostrarmi spezzato. Poi ho capito di aver sbagliato”, rivela. E aggiunge: “Quando li ho rivisti, ho capito che non farmi vedere aveva ingigantito le loro paure. E mi sono sentito in colpa”.

Ora i ragazzi sono il centro del suo mondo, come pure la moglie, capace di salvargli la vita e di esserci sempre in questo anno difficile, senza mai un cedimento. “Stiamo insieme dal 1995, è il mio amore”, sottolinea Andrea Vianello al settimanale.

 

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