16/3/2022 | 3 MINUTI DI LETTURA

Anna Safroncik è a pezzi, non dorme da giorni: 'Non ricordo nemmeno che giorno è’

  • L’attrice sta male per l’invasione russa dell’Ucraina, suo Paese d’origine
  • Le bombe di Mosca stanno dilaniando migliaia di persone, bambini compresi

Anna Safroncik sta davvero male. L’attrice di origini ucraine non riesce a dormire, non ricorda nemmeno che giorno sia. A ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ ha rivelato come l’attacco russo in Ucraina, dove i militari inviati da Putin stanno uccidendo migliaia di persone, senza risparmiare neanche i bambini e le donne incinte, stia avendo un impatto devastante anche su di lei che si trova al sicuro in Italia, il suo Paese d’adozione.

La 41enne ha spiegato: “Sono a pezzi, in ansia e non dormo da giorni. Non riesco a parlare, non mi ricordo nemmeno che giorno è. Almeno può tirare un sospiro di sollievo per il padre Jevhenij, 75 anni, professore universitario di canto e tenore, convinto a fatica ad arrivare a Roma.

Anna Safroncik, 41 anni, spiega di non dormire da giorni a causa della guerra scatenata da Putin in Ucraina che sta uccidendo anche i bambini
Anna Safroncik, 41 anni, spiega di non dormire da giorni a causa della guerra scatenata da Putin in Ucraina che sta uccidendo anche i bambini

“Sono riuscita a convincerlo a partire e ora è a Roma. Lui viveva in centro (a Kiev, ndr), dietro piazza Majdan, e stava a casa sua dove per fortuna c’erano ancora la luce e il riscaldamento: non se la sentiva di andare nei rifugi perché lì fa molto freddo. E c’è anche il Covid in giro”, ha fatto sapere.

“Sui giornali fanno vedere la gente nei rifugi, ma è una minoranza, la maggior parte delle persone è ancora a casa. Soprattutto gli anziani non escono: sono soli, disperati e non hanno rifornimenti. Ma quando chiamavo papà, sentivo cadere le bombe…”, ha aggiunto.

Anna con il padre Jevhenij, 75 anni
Anna con il padre Jevhenij, 75 anni

Come sta ora il genitore? “Ha una dignità, un orgoglio e un senso di appartenenza incredibili. È lui che consola me. Adesso è finalmente a casa con me, dopo aver attraversato il confine con la Polonia, anche se ha tardato alla dogana perché sul pullman c’erano uomini sotto i 60 anni che sono stati fermati, rimpatriati e arruolati. Lo hanno aiutato degli amici, ha preso un aereo ed è arrivato in Italia: tra noi c’è stato un abbraccio che non dimenticherò mai”.

 

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