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Asia Argento lancia nuove accuse, altri stupri subiti: 'A 16 anni molestata da un regista italiano. Tirò fuori il suo pene'

  • Anche altri gli stupri subiti, lancia nuove accuse Asia Argento: 'E' il momento di parlare'
  • E su un regista americano: 'Mi diede la droga dello stupro e mi violentò'

Asia Argento su Twitter lancia nuove accuse. Dopo la pubblicazione dell’inchiesta del New Yorker in cui ha denunciato di essere stata violentata da Harvey Weinstein, l'attrice italiana svela altri stupri subiti.

Asa Argento sul social lancia nuove accuse e svela nuovi stupri subiti in passato

Non ha più alcun timore. Asia Argento racconta tutto, lancia nuove accuse e rivela altri stupri subiti. Uno quando era ancora minorenne: "#quellavoltache un regista/attore italiano tirò fuori il suo pene quando avevo 16 anni nella sue roulotte mentre parlavamo del “personaggio”", sottolinea sul social.

Nuove accuse parlano di altri stupri subiti. Asia Argento confessa di essere stata molestata da un altro regista americano "con il complesso di Napoleone": "mi diede la droga dello stupro e mi violentò mentre ero incosciente".

Non ci sono nomi. Nelle sue nuove accuse di altri stupri subiti Asia Argento non ne fa, ma in un tweet invita a denunciare: "Questo è il momento di parlare, non di minimizzare". "La cosa più sconvolgente sono le accuse delle donne italiane, la criminalizzazione delle vittime delle violenze", dice la figlia di Dario Argento a La Stampa che l'ha intervistata.

I tweet dell'attrice 42enne

"Non ho ricevuto nessuna critica per il mio comportamento in nessun altro Paese. Ci sono amici che mi mandano articoli usciti in tutto il mondo, in cui nessuno si permette di fare “victim blaming”, di colpevolizzare le vittime. Nessuno all’estero. Guardi invece che cosa stanno facendo in Italia contro noi vittime", ha precisato ancora al quotidiano.

"Se avessi detto vent’anni fa quello che ho detto oggi, probabilmente non mi sarei più ripresa. Sarei caduta in depressione - ha continuato Asia - Io mi sono opposta dieci, cento, mille volte a Harvey Weinstein. Mi ha mangiata. Un orco in mezzo alle gambe è un trauma. Io ero una ragazzina. Questa è una cosa che ricordo ancora oggi. Una visione che mi perseguita. Non c’è bisogno di legare le donne, come dice qualcuno, perché ci sia violenza".

La Argento è tornata anche a parlare di Fabrizio Lombardo, ha ribadito che l'ex presidente di Miramax Italia era, secondo lei, un procacciatore di donne del potente produttore (l'uomo, chiamato in causa da Vanity Fair ha negato di aver frequentato Weinstein al di fuori del lavoro): "E' un bugiardo. Ci sono tantissime prove e tantissimi testimoni che ribadiscono che quello che ho detto io è vero. La sua è una bugia: chi gli crede? Ho i suoi messaggi ed erano intimidatori: come può sostenere che me li ha mandati per sbaglio? Voleva dirmi che sono una pazza e una prostituta. Con quei messaggi voleva mettermi paura e farmi credere che nessuno mi avrebbe presa sul serio".

"Alcuni mesi dopo quella violenza, quando ancora doveva uscire B. Monkey, Weinstein continuava a contattarmi, sì. Continuava a scrivermi e a cercarmi. Mi offriva pellicce e appartamenti. Ricordo che venne a Roma e mi propose di incontrarci per discutere delle strategie per pubblicizzare il film", ha raccontato l'artista. Alla fine accettà di rivederlo: "Con lui c’era una sua assistente. Ricordo che vedendola mi sentii sollevata. Dopo un po’, però, l’assistente se ne andò e successe di nuovo la stessa cosa. Weinstein mi fu di nuovo addosso".

E' stata accusata di aver avuto una relazione vera e propria con lui. Niente affatto: "Non era una relazione. Non scherziamo. Non pensiamola nemmeno per un istante questa cosa. Tantissime volte sono riuscita a scappare e a evitarlo". 

"Aveva mille personalità. Mille. E cercava quella che funzionava di più con te. Weinstein era un predatore seriale. L’ha fatto con centinaia di donne. Se lo scandalo non è uscito prima, è perché lui insabbiava tutto. Ha pagato non solo donne, ma anche giornali e giornalisti", ha spiegato Asia Argento.

Quando le è arrivata la telefonata di Ronan Farrow del New Yorker, Asia ha parlato: "Il giorno dopo Farrow mi ha richiamato dicendomi che anche altre donne, spinte dal mio racconto, avevano deciso di farsi avanti. E questo mi sembra importante. Prima non ci era stata data nessuna possibilità. C’era un’omertà assoluta su quest’uomo. Appena ho potuto, appena ci è stata data l’opportunità, tutte noi abbiamo denunciato".

Intanto sono sempre di più le attrici "molestate" da Harvey Weinstein che rivelano tutto. Chi non ha nulla da "confessare" non risparmia accuse sdegnate. Il produttore, licenziato anche dall'Academy, affonda sempre di più e molti altri tra star, manager e potenti del cinema tremano.

 

scritto da Annamaria Capozzi il 16/10/2017
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