3/5/2021 | 3 MINUTI DI LETTURA

Aurora Ramazzotti perentoria contro Pio e Amedeo: 'Le parole fanno male’

  • La figlia di Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti critica il monologo dei comici
  • Il discorso sul politicamente corretto pronunciato a 'Felicissima Sera' la indigna

Aurora Ramazzotti va contro Pio e Amedeo. La 24enne critica il monologo dei comici a Felicissima Sera, il discorso sul politicamente corretto dei due arriva dopo aver ospitato nello show proprio Eros Ramazzotti, il papà di Aury.

Aurora Ramazzotti contro Pio e Amedeo: 'Le parole fanno male'
Aurora Ramazzotti contro Pio e Amedeo: 'Le parole fanno male'

Pio D’Antini e Amedeo Grieco affrontano un argomento delicatissimo riguardo al politicamente corretto e ad alcune parole, molto offensive: per loro possono continuare a essere pronunciate in televisione e nella vita perché l’offesa non sta nel termine in sé, ma nelle intenzioni di chi le pronuncia.

I comici criticano l’impossibilità di ironizzare su alcune parole che riguardano, ad esempio, l’omosessualità e il colore della pelle. “Ci vogliono far credere che la civiltà sta nelle parole, ma è tutto qua nella testa - dice Amedeo - fino quando non ci cureremo dall’ignoranza di quelli che dicono con fare dispregiativo, che è quello il problema, ci resta un unica soluzione: l’autoironia”. E ancora: “La cattiveria non risiede nella lingua e nel mondo ma nel cervello: è l'intenzione. L'ignorante si ciba del vostro risentimento”.

Il monologo scatena un forte dibattito sui social: il mondo Lgbt, politici, personaggi dello spettacolo criticano i due e li accusano di aver mancato di sensibilità e di non aver capito la profondità del problema. Non hanno considerato che spesso dalle parole si passa ai fatti, alle violenze fisiche e mentali.

La figlia di Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti critica il monologo che i comici mettono in scena nel loro show dopo aver ospitato suo padre

Anche Aurora li attacca e su Twitter scrive: “Questa cosa che si continui imperterriti ad avere la presunzione di decidere cosa sia offensivo che una categoria di cui non si fa parte e e di cui non si conoscono le battaglie, il dolore, le paure, il disagio, la discriminazione, rimane a me un mistero irrisolvibile. Mi dispiace, ma dovevo dirlo”.

“Fare distinzione tra l’eccesso di ‘politicamente corretto’ (che infastidisce anche me) e l’uso di parole che hanno assunto connotazioni prettamente spregiative e discriminatorie è d’obbligo. - continua - Si parla di ‘intenzione’ buona o cattiva, ma oggigiorno utilizzarle (in televisione poi) diventa già l’intenzione sbagliata. Lo si fa ignorando che chi fa parte delle categorie in questione ha espresso chiaramente di non volerle sentire. Perché gli fanno male. Punto”.

 

 

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