11/3/2022 | 3 MINUTI DI LETTURA

Aurora Ramazzotti e i pregiudizi su di lei: 'Temo sempre di non essere all’altezza’

  • La figlia di Michelle Hunziker ed Eros Ramazzotti confessa alcuni aspetti intimi di sé stessa
  • La 25enne sente addosso il pregiudizio delle persone, in passato molti l’hanno accusata di essere ‘raccomandata’

Aurora Ramazzotti sente addosso il pregiudizio altrui e forse anche per questo spesso teme di non essere all’altezza delle situazioni. La 25enne, che è figlia di Eros Ramazzotti e Michelle Hunziker e che per questo è stata più volte accusata di lavorare nel mondo dello spettacolo perché “raccomandata”, ha parlato di questi temi sui social rispondendo alle domande di alcuni follower.

Quando su Instagram le è stato chiesto come sta, ha risposto: “Vivo un periodo di assestamento, così chiamo io quei momenti in cui non sai bene come ti senti o se stai facendo le cose giuste. Lavorare in questo settore significa anche attendere e non farsi sopraffare dalle cose. Ma secondo me in generale abbiamo tutti paura di non fare abbastanza rispetto agli altri, di perdere quel treno che sembra passi una volta soltanto. Io metto in discussione ogni cosa, ogni giorno e combatto costantemente con il timore di non essere all’altezza. Sto imparando a conoscere me stessa, a trovare nuovi equilibri e ad ascoltare ciò di cui ho bisogno”.

Aurora Ramazzotti, 25 anni, ha ammesso di vivere costantemente con la paura di non essere all'altezza
Aurora Ramazzotti, 25 anni, ha ammesso di vivere costantemente con la paura di non essere all'altezza

Parlando del suo rapporto con le critiche degli sconosciuti e con la notorietà, qualcosa che ha vissuto sin da piccolissima, ha poi aggiunto: “Quando cresci con un’identità pubblica ti interfacci con tutto questo in momenti poco opportuni come l’infanzia e l’adolescenza. Da una parte entri in contatto prima con la cattiveria del mondo e questo può causare problemi ma dall’altra hai avuto anche più tempo per metabolizzarla e trarne degli strumenti per procedere. L’opinione pubblica fa parte di me, non mi definisce ma fa parte di me”.

“Ho sempre cercato approvazione perché ero a conoscenza del pensiero altrui e volevo cambiarlo. Volevo convincerli che non ero quello che pensavano, che ero più del pregiudizio che mi portavo dietro. Non so perché parlo al passato, molte di queste cose le faccio ancora. Ma la cosa più assurda è che oggi per me tutto è spunto di pensiero, anche la cosa più cattiva e immotivata. Perché in qualche modo mi dà accesso a un pensiero che è diverso dal mio e che quindi merita di essere preso in considerazione. Non si sa mai che in futuro possa tornare utile”, ha quindi concluso.

 

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