- Il primogenito della famosissima coppia inglese ha pubblicato una lunga dichiarazione
- Lunedì 19 gennaio ha rotto il silenzio sulla faida familiare che va avanti da anni
- Ha accusato i genitori di aver provato a rovinare la sua relazione con la moglie Nicola Peltz
- Ha affermato che per i genitori la “facciata” viene prima di tutto
- Ha raccontato cos’avrebbe fatto la madre in occasione delle sue nozze del 2022
Brooklyn Beckham ha lanciato un fortissimo e clamoroso attacco contro i propri genitori, ovvero David Beckham – per anni uno dei calciatori più famosi e pagati al mondo – e Victoria Beckham – ex Spice Girl e oggi stilista di successo – rompendo il silenzio su una faida familiare che dura ormai da anni.
Il primogenito 26enne della famosissima coppia inglese ha pubblicato su Instagram lunedì sera – 19 gennaio 2026 – una dichiarazione di sei pagine, in cui afferma di non avere alcuna intenzione di ricucire i rapporti con la famiglia e di voler finalmente difendere se stesso "per la prima volta nella sua vita".
Brooklyn e sua moglie Nicola Peltz, 31 anni, hanno visto rompersi i rapporti con i genitori di lui in maniera sempre più drastica e questo li ha portati a evitare tutte le principali celebrazioni familiari, incluso il recente 50esimo compleanno del padre David e la cerimonia di consegna del titolo di “Sir” da parte di Re Carlo.
Senza filtri, il giovane ha raccontato di essersi sentito "controllato da una famiglia che mette la promozione pubblica sopra ogni cosa" e di aver trovato "pace e sollievo" da quando è con Nicola, dopo aver combattuto con l’ansia per anni.
Secondo Brooklyn, le prime fratture sono nate durante il loro matrimonio nell’aprile 2022, quando Victoria, 51 anni, e David "hanno cercato senza sosta di rovinare la nostra relazione". Lo stilista ha anche affermato che Victoria – che ha un brand di moda – ha cancellato la realizzazione dell’abito da sposa di Nicola "all’ultimo momento" e ha inaspettatamente deciso di ballare con lui durante il primo ballo della festa, lasciandolo così "imbarazzato" da portarlo a decidere di rinnovare le promesse senza la presenza della famiglia tre anni dopo.
Brooklyn ha inoltre criticato il padre che a suo dire avrebbe accettato di vederlo nei giorni precedenti il suo 50esimo compleanno "a condizione che Nicola non fosse invitata".
Nella sua dichiarazione appassionata, Brooklyn ha scritto: "Sono rimasto in silenzio per anni e ho fatto ogni sforzo per mantenere queste questioni private. Purtroppo, i miei genitori e il loro team hanno continuato a rivolgersi alla stampa, lasciandomi senza altra scelta che parlare per me stesso e dire la verità su alcune delle bugie pubblicate. Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia. Non sono controllato, sto difendendo me stesso per la prima volta nella mia vita".
"Per tutta la mia vita, i miei genitori hanno controllato le narrazioni sulla nostra famiglia sui media. I post sui social, gli eventi familiari e le relazioni non autentiche sono stati una costante della vita in cui sono nato. Recentemente ho visto con i miei occhi fino a che punto sono disposti ad arrivare per diffondere infinite bugie sui media, spesso a spese di persone innocenti, per preservare la loro facciata. Ma credo che la verità venga sempre a galla".
Brooklyn ha poi parlato del suo matrimonio con Nicola, sostenendo che ci siano stati ripetuti tentativi di rovinare la loro relazione. I rumor riguardo le tensioni all’evento erano emersi perché l’attrice aveva indossato un abito da sposa firmato da Valentino, mentre si pensava inizialmente che avrebbe scelto un modello firmato dalla suocera Victoria.
Nel suo messaggio, Brooklyn ha scritto: "I miei genitori hanno cercato senza sosta di rovinare la mia relazione sin prima del mio matrimonio, e questa cosa non si è mai fermata. Mia madre ha cancellato la realizzazione dell’abito di Nicola all’ultimo momento, nonostante lei fosse davvero entusiasta di indossare il suo modello, costringendola a trovare urgentemente un nuovo vestito".
"Settimane prima del grande giorno, i miei genitori hanno ripetutamente cercato di esercitare pressioni e di corrompermi per farmi cedere i diritti sul mio nome, cosa che avrebbe avuto conseguenze per me, mia moglie e i nostri futuri figli. Erano determinati a farmi firmare prima del matrimonio perché così le condizioni del contratto sarebbero entrate in vigore. La mia resistenza ha influito sui guadagni, e da allora non mi hanno mai trattato allo stesso modo".
"Durante la pianificazione del matrimonio, mia madre è arrivata a definirmi 'cattivo' perché io e Nicola abbiamo voluto includere la mia nonna Sandra e la nonna di Nicola al nostro tavolo, poiché entrambe non avevano i mariti. Entrambi i nostri genitori avevano i loro tavoli, adiacenti al nostro. La sera prima del matrimonio, membri della mia famiglia mi dissero che Nicola 'non è di sangue' e 'non è famiglia'".
"Da quando ho cominciato a difendermi all’interno della mia famiglia, ho ricevuto attacchi continui dai miei genitori, sia privatamente che pubblicamente, pubblicati dalla stampa su loro ordine. Persino i miei fratelli sono stati mandati a criticarmi sui social, prima di bloccarmi improvvisamente quest’estate".
Brooklyn ha poi raccontato del primo ballo al matrimonio con Nicola, che a suo dire fu monopolizzato dalla madre. "Mi sono sentito così a disagio e umiliato che abbiamo deciso di rinnovare le promesse nel terzo anniversario di nozze. In quel momento, davanti ai nostri 500 invitati, Marc Anthony mi ha chiamato sul palco, dove era previsto il nostro ballo romantico, ma mia madre stava aspettando di ballare con me. Ha ballato in modo molto inappropriato davanti a tutti. Non mi sono mai sentito così a disagio e umiliato in tutta la vita. Volevamo rinnovare le promesse per creare nuovi ricordi che ci portassero gioia e felicità, non ansia e imbarazzo".
Brooklyn ha poi spiegato perché lui e Nicola non hanno partecipato alla festa per il 50esimo compleanno del padre a maggio dell’anno scorso. Nonostante Victoria avesse organizzato eventi sfarzosi, inclusa una cena con star internazionali a Londra, la loro assenza fu evidente.
"La mia famigliaha costantemente mancato di rispetto a mia moglie, nonostante tutti i nostri sforzi. Mia madre ha invitato ripetutamente donne del mio passato, chiaramente con l’intento di metterci a disagio. Nonostante ciò, siamo comunque andati a Londra per il compleanno di mio padre e siamo stati ignorati per una settimana, aspettando nella nostra stanza d’albergo di riuscire a passare del tempo insieme a lui. Ha rifiutato tutti i nostri tentativi, salvo che per la festa, a condizione che Nicola non fosse invitata. È stato uno schiaffo morale".
Brooklyn ha concluso: "La mia famiglia mette al primo posto la promozione pubblica e le sponsorizzazioni. Il Brand Beckham viene prima di tutto. L’‘amore’ familiare è deciso da quanto pubblichi sui social, o da quanto velocemente interrompi tutto per presentarti a una foto di famiglia anche a scapito dei tuoi impegni professionali. Per anni ci siamo sforzati di partecipare a ogni sfilata, festa e evento stampa per mostrare 'la nostra famiglia perfetta'! Ma quando mia moglie ha chiesto aiuto a mia madre per salvare cani in difficoltà durante gli incendi di Los Angeles, lei ha rifiutato".
"La narrazione secondo cui mia moglie mi controlla è completamente sbagliata. Per la maggior parte della mia vita sono stato controllato dai miei genitori. Sono cresciuto con ansia opprimente. Per la prima volta, allontanandomi dalla mia famiglia, quell’ansia è scomparsa. Mi sveglio ogni mattina grato per la vita che ho scelto e ho trovato pace e sollievo. Mia moglie e io non vogliamo una vita plasmata da immagini, stampa o manipolazioni. Vogliamo solo pace, privacy e felicità per noi e la nostra futura famiglia".
Parole che nessuno si aspettava di leggere. Che i rapporti nella famiglia Beckham fossero tesi era ormai chiaro, ma che Brooklyn potesse arrivare a fare accuse pubbliche tanto forti ai suoi genitori non era qualcosa che molti si aspettavano. E invece è accaduto.
Si attende ora la replica pubblica dei genitori, che difficilmente potranno rimanere in silenzio di fronte a dichiarazioni così “potenti”.
