25/3/2022 | 6 MINUTI DI LETTURA

Il chirurgo che ha operato Fedez per il tumore al pancreas spiega come stanno le cose: 'La sopravvivenza a 5 anni nel nostro Paese è alta, superiore al…’

  • Il professore Massimo Falconi ha eseguito l’intervento martedì 22 marzo
  • ‘Oltre a essere rari i NETs sono quasi sempre ‘silenziosi’’

Fedez si riprende pian piano dall’intervento subito, la diagnosi è stata precoce, il 32enne ha scoperto il cancro la settimana scorsa ed è immediatamente finito sotto i ferri, il più in fretta possibile, perché le cure tempestive in questo caso fanno nettamente la differenza. Lo spiega chiaramente il chirurgo che ha operato il rapper per il tumore neuroendocrino al pancreas martedì 22 marzo, Massimo Falconi, direttore del Centro del Pancreas dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, al Corriere della Sera.

Il chirurgo che ha operato Fedez per il tumore al pancreas spiega come stanno le cose: 'La sopravvivenza a 5 anni è alta...'
Il chirurgo che ha operato Fedez per il tumore al pancreas spiega come stanno le cose: 'La sopravvivenza a 5 anni è alta...'

“Oltre a essere rari i NETs (dall’inglese Neuro-Endocrine Tumors) sono quasi sempre ‘silenziosi’ e solo nel 20% dei casi danno sintomi specifici legati all’iperproduzione di ormoni - spiega il professore - Sono un gruppo di neoplasie molto diverse fra loro, alcune aggressive altre ‘indolenti’, ovvero che evolvono lentamente. Parliamo di tumori che hanno origine dal sistema neuroendocrino, costituito da cellule con caratteristiche tipiche sia delle cellule endocrine, quelle che producono gli ormoni, sia di quelle nervose. Queste cellule sono presenti in tutto l’organismo, quindi i NETs possono colpire organi differenti quali pancreas, intestino, polmoni, tiroide, timo o ghiandole surrenali”.

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Quando all’esperto che ha eseguito l’intervento di Fedez con la sua equipe si domanda se questo tipo di tumori sia pericoloso, risponde: “E’ molto difficile dare una risposta univoca per le decine di sottotipi diversi di tumori neuroendocrini. In base all’aspetto delle cellule neoplastiche, i NETs si possono suddividere in ‘ben differenziati’, che crescono in genere lentamente e sono meno aggressivi (ma comunque potenzialmente maligni, possono dare metastasi anche dopo molti anni) e ‘scarsamente differenziati’, che si sviluppano più velocemente e hanno maggiori probabilità di essere metastatici fin dall’inizio”.

Il professore Massimo Falconi ha eseguito l'intervento martedì 22 marzo

Sulle terapie da seguire Falconi precisa: “Siamo di fronte a patologie molto diverse fra loro, che richiedono un approccio personalizzato. Se il tumore viene scoperto agli inizi ed è localizzato, la chirurgia radicale, ovvero l’eliminazione di tutta la massa neoplastica, può portare a guarigione alte percentuali di pazienti. Spesso l’intervento chirurgico è complesso: punta ad asportare completamente la malattia, preservando il più possibile la funzione dell’organo”.

L'operazione a cui è stato sottoposto il 32enne è durata 6 ore

“Se la rimozione del tumore è parziale o se la scoperta è tardiva e ci sono già metastasi, oppure in caso di recidive che si presentano nel tempo, oggi abbiamo comunque a disposizione diversi tipi di farmaci - prosegue il medico - Dalla chemioterapia (efficace solo in alcune forme) agli analoghi della somatostatina, dai farmaci a ‘bersaglio’ fino alle strategie locoregionali (come l’embolizzazione o la termoablazione epatica). Recentemente poi è stata approvata anche in Italia la nuova terapia radiorecettoriale, in grado di veicolare un’energia “distruttiva' mirata in modo specifico sulle cellule cancerose”.

La diagnosi precoce è importantissima, anche se il percorso è appena iniziato. Il rapper mostra la cicatrice dopo l'intervento

Dai NETs si può guarire: “Anche in questo caso tutto dipende dal tipo di tumore presente nel singolo malato e dallo stadio della neoplasia al momento della diagnosi (se è in fase iniziale o avanzata). Ma la sopravvivenza a 5 anni nel nostro Paese è alta, superiore al 60%. Negli ultimi anni, con le nuove terapie abbiamo fatto passi in avanti significativi. E’ però determinate essere curati in centri di riferimento, dove operano gruppi multidisciplinari di esperti, perché servono le competenze di diversi specialisti”. Fedez ha appena iniziato il suo percorso, ma tutto lascia supporre che dopo l’operazione non sarà così in salita. Tutti se lo augurano per lui.

 

 

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