13/06/2002 | 3 MINUTI DI LETTURA

Ciak D'oro 2002: una vera festa del cinema

Finalmente una festa di cinema con chi realmente fa parte del cinema, del vero cinema, quello che ci fa conoscere in tutto il mondo e non quello che negli scorsi anni è stato sovvenzionato e magari uscito in una sola sala cinematografica. Nei dieci tavoli allestiti, solo registi, sceneggiatori, produttori, distributori, attori (finalmente grandi attori intervenuti per ritirare un premio cinematografico), uffici stampa (i più importanti). Una vera festa del cinema insomma, quella organizzata dal mensile Ciak diretto da Piera Detassis che ha assegnato al film di Bellocchio "L'ora di religione" cinque Ciak d'Oro, il più commovente quello allo stesso Bellocchio con Castellitto che strillava di gioia e allo stesso protagonista applaudito dalla sua compagna Margaret Mazzantini.

A pochi metri si gustava lo spettacolo Pedro Almodovar vincitore del Ciak D'oro per il miglior film straniero con lo splendido "Parla con Lei". E' rimasto fino alla fine della cerimonia assediato da fotografi e giornalisti. Ma allo stesso tavolo di Bellocchio (accompagnato) e Sergio Castellitto (accompagnato) hanno chiacchierato tutta la serata Margherita Buy (miglior attrice protagonista) e Virna Lisi (alla carriera). Nel tavolo di Almodovar invece la sempre affascinante Mariangela Melato (attrice non protagonista) e Leo Gullotta (attore non protagonista).

Molto interessante, finalmente notare la presenza di giovani autori e registi tra cui il disponibilissimo Marco Ponti (che ci ha fatto anche vedere il suo nuovo tatuaggio) regista di "Santa Maradona" che ha reso famoso "il nuovo Mastandrea" in arte Libero De Rienzo con cui girerà anche il suo prossimo film.

Ma come sempre un premio speciale (oltre a quello più concreto ritirato per le colonna sonora di "Da zero a dieci" da lui prodotto) va ad un grandissimo produttore del cinema italiano, il più coraggioso, il più semplice e il più simpatico degli ultimi anni, che molte persone potrebbero scambiare per una rockstar, visto il look (ricordiamo anche il cameo nel film di Ligabue). Mi ha raccontato di aver acquistato la camicia, indossata alla cerimonia, in una bancarella dell'usato in un festival italiano tenutosi ad Edimburgo. Tra i suoi ultimi impegni la produzione del nuovo film di Muccino e quello del grande Gianluca Maria Tavarelli.

Gli unici che sono rimasti tutta la sera in piedi (volutamente) sono stati gli uffici stampa che hanno controllato la visuale e i movimenti dei propri attori e dei produttori/distributori per i quali lavorano. Un modo di festeggiare il cinema senza ostentazione e falsità, cose che ultimamente circondano lo "star system" italiano che stenta a decollare.

Una splendida festa dunque, dove per la prima volta in dodici anni non ho visto neanche un "imbucato", autentica e nota piaga della maggior parte dei party romani.
Grazie a Ciak e a Piera Detassis.
Tutte le foto dell'evento nello Speciale
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