21/12/2021 | 5 MINUTI DI LETTURA

Claudio D'Alessio condannato a 3 mesi per lesioni alla colf: 'Non ne posso più'. E il padre Gigi...

  • Il primogenito del cantante: ‘Ho perso il primo grado’. Ricorrerà in appello
  • ’E’ un processo al Nome e non a fatti neanche lontanamente accaduti’

Claudio D’Alessio è stato condannato a 3 mesi e 15 giorni di carcere per lesioni alla colf con pena sospesa dal giudice monocratico Marco Marocchi. “Non ne posso più”, sottolinea il 35enne. Il padre Gigi sul social gli fa sentire tutta la sua vicinanza. “La tua sensibilità ed il tuo animo gentile, ti hanno accompagnato fin da bambino. Oggi sei un uomo, ma soprattutto un padre di famiglia che porta avanti gli stessi valori. Io so chi sei…. Ed è per questo che sono ancora più fiero di te. Sei la vita mia”, gli scrive.

Claudio D'Alessio condannato a 3 mesi per lesioni alla colf: 'Non ne posso più'. E il padre Gigi...
Claudio D'Alessio condannato a 3 mesi per lesioni alla colf: 'Non ne posso più'. E il padre Gigi...

I fatti risalgono al 2014. Halyna Lvkova che lavorava in casa di D’Alessio l’ha denunciato perché secondo le sue accuse la notte del 5 luglio lui l’avrebbe sbattuta malamente fuori casa. Alterato per una lite con la fidanzata di allora, Nicole Minetti, di fronte alle rimostranze della domestica, che aveva chiesto alla coppia di abbassare la voce perché non riusciva a prendere sonno, Claudio avrebbe reagito male provocandole “ematomi, cervicoalgia e stati d'ansia, lesioni guaribili in dieci giorni”, si legge nel capo d'imputazione. “Ha provato a lanciarmi una sedia - aveva spiegato la donna al momento della denuncia - Poi mi ha strattonato e sbattuto contro il muro, buttandomi la valigia fuori casa. Solo perché gli avevo chiesto l'ultimo stipendio. Non mi pagava e maltrattava”.

Claudio D’Alessio non ci sta. Dopo la condanna sul social in un post scrive: “Ci tengo a precisare una cosa: ho perso il primo grado di un processo basato su un livido dietro ad un braccio con una prognosi di 3 giorni, ripeto di 3 giorni… Diagnosticato a distanza di 48 h dai presunti fatti più di 7 anni fa. Avrei gradito che la cosa finisse oggi ed evitare il solito circo mediatico e banali commenti, purtroppo non è stato così, mi toccherà aspettare ancora alcuni mesi”.

Il cantante difende il suo primogenito

Poi aggiunge: “So bene di essere ripetitivo, ma dato l’interesse altrui, sono costretto a sottolinearlo ancora una volta, a ‘Mario Rossi’ tutto questo non sarebbe mai accaduto , a Claudio D’Alessio sì…un processo al Nome e non a fatti neanche lontanamente accaduti o citati negli articoli. Vorrei parlare di lavoro di affetti di cose vere, concrete non star qui a sbuffare e annoiare gli altri su una vicenda mai accaduta, basata solo su un unico elemento, il Dio denaro che non pone mai limiti alla povertà d’animo di certa gente”.

A Fanpage il figlio di Gigi D’Alessio precisa: “Sono stato condannato in primo grado a tre mesi e quindici giorni con pena sospesa e non a nove mesi come è stato scritto. Si sta parlando di un livido e di una prognosi di tre giorni per la signora. Sono passati sette anni, faremo un appello, questo è solo il primo grado. Il giudice, inoltre, ha disposto anche un risarcimento di 2.500 euro contro i 100mila euro chiesti dalla controparte”.

Il post dell'artista 54enne

E ancora: “Avrei voluto, almeno prima di Natale, non essere su tutti i giornali per una cosa così banale, di cui veramente non ne posso più. Per assurdo, cosa che io ho detto anche in tribunale, se fossi stato colpevole e fossi riuscito a chiuderla prima questa cosa, sarei stato anche più felice. Sono passati sette anni, probabilmente io all'appello non ci andrò perché questa storia verrà prescritta. Si sta parlando del nulla, sono crollati i capi d'accusa principali. Il pm aveva chiesto nove mesi, ma mi hanno dato questi tre mesi giusto per dare spazio ai titoli di giornale e questa è la cosa che dispiace. Avrei preferito un'assoluzione piena adesso e non stare sui giornali adesso”.

I suoi legali, gli avvocati Algelo Palmieri e Simona Dominici, fanno sapere: “Attendiamo le motivazioni del giudice e faremo sicuramente Appello”.

 

 

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