6/7/2016 | 3 MINUTI DI LETTURA

Daniela Martani contro la corsa dei tori a Pamplona: 'E' una festa sanguinaria. Una celebrazione della tortura e della morte'

  • Daniela Martani si copre di 'sangue' per difendere i tori di Pamplona

Daniela Martani martedì 5 luglio ha manifestato a Pamplona contro la corsa dei tori di San Fermín. L'ex gieffina si è unita agli attivisti della Peta e ai volontari di AnimaNaturalis.

Daniela Martani ha partecipato alla manifestazione organizzata da Peta e AnimaNaturalis contro la corsa dei tori a Pamplona

I 75 manifestanti provenienti da tutto il mondo sono scesi in piazza a Pamplona indossando solo degli slip neri e con il corpo ricoperto da un liquido rosso, simbolo del sangue che giovedì 7 luglio scorrerà a fiumi durante un macabro spettacolo dove i tori verranno massacrati.
54 tori, infatti, saranno lanciati all'encierro e correranno per 800 metri prima di incontrare una morte certa: lo stadio della corrida. Il toro verrà assalito da una lancia e colpito con la picca, per poi essere infilzato con le banderillas e infine la spada del matador gli trafiggerà il cuore.

L'ex gieffina ricoperta da un liquido rosso che simboleggia il sangue che scorrerà giovedì 7 luglio durante la festa

Daniela non si tira mai indietro quando si tratta di difendere i diritti degli animali e anche stavolta era in prima fila tenendo in mano un cartello con su scritto: "Pamplona: un bagno di sangue per i tori". La Martani ha definito questa festa "sanguinaria". "Una celebrazione della tortura e della morte, che non ha nulla a che vedere con la cultura o la tradizione", ha aggiunto.

Daniela ha definito la corsa dei tori una festa sanguinaria: 'Ora è arrivato il momento di vietare questo 'sport'', ha dichiarato

Daniela Martani si è unita alla manifestazione di Pamplona per dire basta alla mattanza dei tori e ha anche lanciato un appello forte e chiaro ai parlamentari europei che si definiscono "animalisti". Spera che portino avanti "questa battaglia di civiltà contro la crudeltà sugli animali". "I Verdi - ha sottolineato - hanno abolito i fondi comunitari per questa tradizione sanguinaria, adesso è arrivato il momento per vietare questo 'sport', sporco di sangue".

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