- La 63enne è splendida, una vera diva che conserva intatta la sua bellezza
- “Ora sono molto più gentile con me stessa, non esagero con l’esercizio fisico”
Impeccabile ed elegantissima per gli Actor Awards 2026, Demi Moore, arrivata a Milano per la serie Landman, fa una capatina su Nove da Fabio Fazio. In tv svela che non ha paura di invecchiare. A 63enne è in forma smagliante e con un volto che fa invidia alle ragazzine. “Non mi spaventa”, sottolinea, parlando dell’età che avanza.
“Per me la pressione della società non era la cosa più importante, neppure l’invecchiamento di per sé, per me è stato importante vedere quanta violenza possiamo esercitare contro noi stessi - spiega l’attrice - Esplorare questa cosa mi ha fatto pensare che fosse importante non soltanto per le persone della mia età, ma per tutti. Quando non ci accettiamo, quando non ci amiamo a sufficienza possiamo davvero esercitare violenza su noi stessi e questo ci trasforma davvero in mostri”. Parla del film che le ha regalato il suo unico Golden Globe, The Substance.
Demi non ha mai nascosto le sue ossessioni passate. Mel memoir Inside Out e in alcune interviste aveva svelato: “Apprezzo di più ciò che il mio corpo ha dovuto affrontare e che mi ha portata fin qui. Non significa che a volte mi guardi allo specchio e non pensi: ‘Oddio, sembro vecchia’. Ma accetto che sono arrivata a questo punto”.
La Moore aveva aggiunto: “Mi sono torturata per il mio aspetto. Facevo cose folli, tipo andare in bici da Malibu fino ai Paramount Studios, 42 chilometri, solo per tenermi in forma. Davo un valore enorme a come apparivo”. Adesso è cambiata: “Penso alla salute, alla longevità e a vivere bene. Sono diventata più gentile con me stessa. Un tempo ero dura con il mio corpo, in realtà lo stavo solo punendo. Adesso ho imparato ad ascoltarlo”. Il segreto della sua serenità e bellezza? Dieta sana, niente carne, qualche uova, meditazione, scrivere un diario al mattino, dormire il giusto. “Non sono perfetta… bevo ancora Red Bull. Una al giorno al massimo”, però ammette.
