29/4/2021 | 6 MINUTI DI LETTURA

Francesca Fioretti e l'amore spezzato con Davide Astori: 'Alleviare il dolore di mia figlia è stata la priorità’

  • L’attrice 35enne racconta il suo percorso di rinascita dopo la morte del calciatore
  • Ha scritto un libro in cui rivela la voglia di ripartire, ‘Io sono più amore’

Francesca Fioretti racconta il suo percorso di rinascita dopo la morte di Davide Astori. L’amore spezzato con il calciatore, morto il 4 marzo 2018 a 31 anni per una tachiaritmia cardiaca prolungata, un’accelerazione irregolare e continuata dei battiti del cuore, l’ha segnata profondamente. “Alleviare il dolore di mia figlia è stata la priorità”, confessa a Grazia. Vittoria, nata nel 2016, è stata il suo faro.

Francesca Fioretti e l'amore spezzato con Astori: 'Alleviare il dolore di mia figlia è stata la priorità'
Francesca Fioretti e l'amore spezzato con Astori: 'Alleviare il dolore di mia figlia è stata la priorità'

L’attrice 35enne ha scritto un libro in cui racconta la voglia di ripartire, “Io sono più amore”. Uscirà il prossimo 6 maggio, edito da La Nave di Teseo. Francesca è andata avanti con la sua vita, continua a fare un passo dopo l’altro. Avere una figlia di cui occuparsi, da far crescere, è stato salutare.

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“Alleviare il dolore di Vittoria è stata la mia priorità. L’ho portata nella stessa scuola fino alla fine dell’anno scolastico, volevo che crescesse nella normalità, anche se la condizione era tragica. Non ho modificato le sue abitudini, che sarebbero poi cambiate perché non avrebbe più visto il padre”, racconta al settimanale.

“Se fossi stata da sola forse sarei volata in India, chissà. Da un lato, forse, sarebbe stato più semplice. Ma da un altro lato sarebbe stata più dura, perché Vittoria è un motivo di vita. Il mio forte istinto materno mi ha resa più determinata a fare le cose bene per lei”, aggiunge subito l’ex gieffina.

L'attrice 35enne racconta il suo percorso di rinascita dopo la morte di Davide

Il suo percorso attraverso una perdita atroce è stato difficile, complicato, fatto di analisi: “Ho imparato a pensare prima a me che a mia figlia. In terapia insegnano che se la mamma è felice anche il figlio potrà esserlo. Altrimenti è dura per entrambi. All’inizio, quando al parco incontravo un papà con il figlio, temevo che Vittoria percepisse quell’assenza. La terapeuta mi ha spiegato che i bambini così piccoli non capiscono il dolore come gli adulti, siamo noi a rifletterlo su di loro. E a condizionarli”.

E’ diventata una mamma diversa: “Ero più apprensiva prima. Oggi voglio che mia figlia sia libera e indipendente perché ho capito che non possiamo decidere tutto della nostra vita: a mezzanotte scrivevo un messaggio al mio compagno e alle 9 del mattino non c’era più”.

Alla sua Vittoria dice tutto, risponde alle sue domande con la verità: “Quando mi chiede: ‘Dov’è il mio papà?’, le dico di pensare a un posto bello, il più bello per lei. L’altro giorno mi ha risposto: ‘Il mare’. E io le ho detto che allora lui si trova lì. Anche se poi è sempre qui con noi”.

Ha scritto un libro in cui racconta la voglia di ripartire, 'Io sono più amore'

Francesca Fioretti sente Astori sempre al suo fianco, spiega il perché di questa sensazione: “L’ho percepito nella scelta di questa casa e nelle tante coincidenze che ci sono state per arrivare ad abitare qui. Quando ho lasciato Firenze per trasferirmi a Milano, ho visto più di 60 appartamenti. Nessuno mi piaceva. Poi, pochi giorni prima di vedere questa, una notte ho sognato un lago con dei fenicotteri, come quello che si trovava davanti alla casa di Cagliari di Davide. Ho scoperto che sognare questi volatili indica un profondo rinnovamento all’interno della propria vita. So che mi ha aiutato lui”.

Non è l’unica coincidenza che le è capitata: “Nella ricerca della tata. Quando ha suonato il campanello la donna che oggi segue mia figlia, subito dietro di lei è entrato il custode con un pacco. Sopra, c’era scritto ’13’, il numero di Davide”.

Francesca Fioretti a Milano ha portato il salvadanaio dove lei e Astori inserivano bigliettini con i loro desideri, senza confessarseli. Ha trovato pure il coraggio di aprirlo, desidera che la figlia un giorno legga quelli del padre. Ce n’è uno che l’ha colpita, quello di Davide sul destino. Sopra c’è scritto: “Non l’ho mai cercato, non l’ho mai sperato, ma non ho potuto evitarlo”.

 

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