10/3/2022 | 4 MINUTI DI LETTURA

Gianluca Vialli parla del cancro: 'Io ho paura di morire, ma sono anche eccitato perché…'

  • L’ex calciatore si mette a nudo con Alessandro Cattelan a ‘Una semplice domanda’
  • ‘La malattia non è esclusivamente sofferenza: ci sono momenti bellissimi’

Gianluca Vialli parla del cancro, un tumore al pancreas, che lo ha colpito nel 2017 e con cui continua a fare purtroppo i conti. L’ex calciatore 57enne, capo delegazione della Nazionale di Roberto Mancini, si mette a nudo con Alessandro Cattelan in “Una semplice domanda”, il nuovo docu-show di 6 puntate che partirà su Netflix il prossimo 18 marzo in cui il presentatore chiede ai suoi ospiti come si fa a essere felici. Il settimanale Oggi anticipa alcune delle confidenze del campione. “Io ho paura di morire, eh. Non so quando si spegnerà la luce che cosa ci sarà dall’altra parte. Ma in un certo senso sono anche eccitato dal poterlo scoprire”, ammette mentre gioca a golf col conduttore.

Gianluca Vialli parla del cancro: 'Io ho paura di morire, ma sono anche eccitato perché...'
Gianluca Vialli parla del cancro: 'Io ho paura di morire, ma sono anche eccitato perché...'

“Però mi rendo anche conto che il concetto della morte serve per capire e apprezzare la vita. L’ansia di non poter portare a termine tutte le cose che voglio fare, il fatto di essere super eccitato da tutti i progetti che ho, è una cosa per cui mi sento molto fortunato”, sottolinea ancora Vialli.

Poi lo sportivo chiarisce: “La malattia non è esclusivamente sofferenza: ci sono momenti bellissimi. La vita - e non l’ho detto io ma lo condivido in pieno - è fatta per il 20 per cento da quello che ti succede ma per l’80 per cento dal modo in cui tu reagisci a quello che accade. E la malattia ti può insegnare molto di come sei fatto, essere anche un’opportunità. Non dico al punto di essere grato nei confronti del cancro, eh…”.

L'ex calciatore si mette a nudo con Alessandro Cattelan a 'Una semplice domanda'

Gianluca Vialli non vuole sentir parlare di ‘battaglia: “Se facessi una battaglia contro il cancro ne uscirei probabilmente distrutto. Lo considero, in questa fase della mia vita, un compagno di viaggio che spero prima o poi si stanchi e dica: ‘Ok, ti ho temprato, ti ho permesso di fare un percorso, adesso ti lascio tranquillo’”.

Vialli è cambiato, anche nei confronti della sua famiglia, la moglie Carolyn e le figlie Olivia e Sofia: “Mi sento molto più fragile di prima. Cerco di insegnare loro che la felicità dipende dalla prospettiva con la quale guardi la vita, che non ti devi dare delle arie, devi ascoltare di più e parlare di meno, migliorare ogni giorno, devi aiutare gli altri. Secondo me questo è un po’ il segreto della felicità”.

Il 57enne spiega di come si possa essere ancora felici

“Soprattutto cerco di fare in modo che abbiano l’opportunità di trovare la loro vocazione - continua l’ex giocatore della Sampdoria e Juve - Penso che lo scopo della vita sia proprio quello di trovare uno scopo nella vita. Quando trovi un motivo per cui vale la pena risolvere i problemi, arrabbiarti, gioire, è molto più facile provare la pulsione della felicità. Però cerco di dimostrare loro che va bene anche essere vulnerabili, piangere, essere tristi. Bisogna accettare queste emozioni, assorbirle, sapendo che poi passano. Anche perché se non sei mai triste come fai a capire quanto è bello essere felici?”.

 

 

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