24/2/2015 | 4 MINUTI DI LETTURA

Gino Paoli si è dimesso dalla presidenza Siae. 'Non ho commesso reati. Difenderò mia dignità'

  • Dimesso. Gino Paoli lascia la presidenza della Siae
  • Nei giorni scorsi aperta un'indagine a suo carico per presunta evasione fiscale

Si è dimesso. Gino Paoli con una lettera ha lasciato la presidenza Siae. Il cantautore 80enne ha presentato una lettera al consiglio di gestione in corso a Milano.

Gino Paoli si è dimesso dalla presidenza della Siae

Gino Paoli si è dimesso dalla presidenza Siae a seguito del polverone scatenatosi nei giorni scorsi dopo che è stata aperta a suo carico un'indagine per presunta evasione fiscale. "Sono certo dei miei comportamenti - ha scritto Gino Paoli - e di non aver commesso reati". E ha aggiunto: "Voglio difendere la mia dignità di persona per bene".
Si è dimesso dalla presidenza della Siae, ma senza la voglia di arrendersi. Gino Paoli non ci sta a rimanere in silenzio, subendo le accuse. Anche se la vicenda parla di un trasferimento in Svizzera di 2 milioni di euro di 'nero' per un'evasione del fisco di circa 800 mila euro. Tutto questo ha portato all'artista genovese l'iscrizione nel registro degli indagati per evasione fiscale. Con lui è indagata anche sua moglie Paola Penzo e altri due soci di Paoli nelle tre società genovesi che fanno capo al cantautore, la 'Edizioni musicali senza fine', la 'Sansa' e la 'Grande Lontra'.

Il cantautore 80enne è inadagato per una presunta evasione fiscale da circa 800 mila euro

Di questa presunta evasione la procura di Genova aveva trovato alcune tracce mentre stava indagando sulla maxitruffa ai danni di Banca Carige, la stessa che ha poi portato alle custodie cautelari per l'ex presidente Giovanni Berneschi, l'ad del ramo assicurativo della banca Ferdinando Menconi e altre cinque persone, tra cui anche il commercialista di fiducia dell'ex patron della banca, Andrea Vallebuona. E proprio durante un'intercettazione ambientale nello studio di Vallebuona, alcuni esponenti della polizia tributaria che stavano sentendo la registrazione hanno ascoltato per caso un colloquio tra il commercialista in questione e il cantautore. La conversazione era chiarissima, almeno così riferiscono gli inquirenti. Gino Paoli discuteva di quei due milioni da portare in Svizzera e dell'ipotesi di farli rientrare in Italia 'scudati'.
I soldi in questione arriverebbero dai guadagni di una delle società di Paoli, ma non comparirebbero mai nelle dichiarazioni dei redditi dell'artista. Chi indaga non di ferma: si vuole trovare una traccia dei due milioni. Per questa ragione stamani, come riferito dall'Ansa, la Finanza si è presentata sia nella villa di Paoli, sia negli uffici delle tre società che hanno tutte sede sociale nello stesso palazzo in centro a Genova, dove si trova pure lo studio di Andrea Vallebuona. Intanto il legale di Vallebuona, Romano Raimondo, ha voluto però precisare che il suo assistito "non è indagato, non ha ricevuto un avviso di garanzia né è stato perquisito in casa o nel suo ufficio. Anche perché non ha mai aiutato Paoli o altri a portare soldi da nessuna parte".
Molto rumore e un addio. Il caos generato dalla 'storiaccia' ha creato un bel po' di subbuglio, anche emotivo, e Gino Paoli si è dimesso così dalla presidenza della Siae.

 

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