18/11/2019 | 3 MINUTI DI LETTURA

Giorgio Panariello, lacrime in tv a Domenica In per il padre mai conosciuto: 'Non ho mai saputo chi fosse. Da piccolo ci ho sofferto tanto’

  • Rivede il suo monologo dedicato al genitore e si commuove fortemente
  • ‘Vedevo mia madre solo nelle grandi occasioni, cresciuto dai miei nonni’

Giorgio Panariello a Domenica In, ospite di Mara Venier, racconta la sua carriera, ma svela pure il suo privato. Il comico finisce il lacrime pensando al padre mai conosciuto. Guarda un monologo da lui dedicato al genitore che non ha mai visto in un suo spettacolo: inevitabile la sua commozione in tv.

Giorgio Panariello a 'Domenica In' rivede un monologo dedicato al padre mai conosciuto

"Mi sono molto emozionato, grazie Mara. Mi avevano avvisato che venire qui da te poteva significare anche spendere qualche lacrimuccia, che non fa mai male, nella vita. Grazie”, dice Giorgio Panariello, visibilmente emozionato. In lacrime ringrazia la Venier, pure lei commossa.

Il comico in tv è in lacrime: si è commosso fortemente

"Non ho mai saputo chi fosse mio padre - racconta il toscano 59enne - vedevo mia madre solo nelle grandi occasioni, ma non ho alcun rancore. I miei nonni sono stati talmente genitori che non mi hanno mai fatto sentire la mancanza dell'affetto familiare, perché io due genitori li avevo”.

Il 59enne si asciuga gli occhi: non riesce a trattenere il pianto 

"Mia madre era una donna probabilmente non con grande profondità e intelligenza - spiega Panariello senza alcun rancore - fui dato ai nonni a un anno e loro hanno sopperito e messo i tasselli dove mancavano. Mia nonna è stata la mia prima fan".

Panariello abbraccia Mara Venier, pure lei emozionata

L’artista rivela di aver scritto il monologo per il padre mai conosciuto "perché si cresce, e certe sovrastrutture che ti fai nel tempo preferisci toglierle e pensi che sia meglio dire la verità. E dato che non si fa un soldo di danno….".

E' un momento molto toccante in cui lartista svela le sue fragilità

“Si parlava di messaggini e gli ho scritto una lettera. Tagliarli questi monologhi, vederli da esterno è bella tosta, si cresce ad un certo punto. Certe sovrastrutture che ti fai nel tempo, vuoi distruggerlo, è giusto anche raccontare le cose brutte, condividerle, io ho pensato a chi avrei potuto mandare un messaggio ideale, e ho pensato a mio padre”, sottolinea Giorgio Panariello.

La speranza di conoscerlo c’era, ma non è accaduto: “Così come nella mia carriera sono spuntati parenti come funghi, doveva spuntare anche un padre, e non è successo. Da piccolino ci ho sofferto tanto, perché i bambini sono cattivi, te lo fanno pesare, adesso non succederebbe. Mi difendevo come potevo, dicevo: 'Guarda che ora ti viene a prendere...'".

 

 

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