09/02/2004 | 2 MINUTI DI LETTURA

In America, nella casa dell'uomo che urla

"Molto di quello che si vede nel film ci è successo davvero. Ho davvero trascinato un condizionatore d'aria per tutta New York, ho davvero perso un mucchio di soldi cercando di vincere una bambola ad un luna-park e abbiamo davvero avuto un parto prematuro". Jim Sheridan ("Il mio piede sinistro", "Nel nome del Padre") firma una storia autobiografica di grande sentimento. Una famiglia irlandese, mamma, papà e due figliolette, si trasferisce in America, a New York, per cercare fortuna, per dimenticare il dolore (la perdita di Frankie, il loro bimbo di soli due anni affetto da tumore al cervello), per ritrovarsi e ricominciare da capo.

Basato in gran parte sulle esperienze personali del regista, anche lui emigrato dall'Irlanda negli Usa e con la grave perdita del fratello alle spalle, "In America", che ha conquistato ben tre nomination agli Oscar (miglior attrice protagonista, miglior attore non protagonista e migliore sceneggiatura), "è un film sullo stupore", come spiega lo stesso Sheridan. "Per me questa è una pellicola che cerca di vedere il mondo con una sorta di magia quasi infantile. In questo film Manhattan è come un'isola dei sogni che aiuta una famiglia a riscoprire i profondi legami che la uniscono. E mi piace pensarlo anche come un poema d'amore dedicato a mia moglie e alle nostre figlie".

Sceneggiato da Jim Sheridan e le sue due figlie Naomi e Kristen, "In America" si avvale di un cast di bravissimi attori: Samantha Morton, Paddy Considine, Djimon Hounsou, e le sorelle Sarah e Emma Bolger, al loro esordio sul grande schermo nel ruolo delle due figlie.
"Una storia su New York, piena di speranza e di amore", "In America", distribuito dalla 20th Century Fox, è in tutte le sale da venerdì 6 febbraio. Intenso.

Foto: dalla rete
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