08/12/2001 | 2 MINUTI DI LETTURA

[Inaugurazione Teatro alla Scala] Protestano i loggionisti, sfilano i politici

Addio ai loggionisti: dopo la ristrutturazione del Teatro della Scala non ci sarà più posto per loro. La celebre piccionaia, covo di appassionati e ultrà della lirica sono però pronti a dar battaglia contro lo "sfratto" e a difendere fino all'ultimo quel loro angusto nido. Il rischio comunque è palese: con la riapertura della stagione concertistica nella nuova sala degli Arcimboldi il 19 gennaio 2002, non sono previsti i tanto attesi e contesi biglietti a basso costo da vendersi mezz'ora prima dello spettacolo. E per Sant'Ambrogio 2004, quando il Piermarini dovrebbe riaprire con "Europa ritrovata" di Salieri, il loggione dovrebbe essere solo un ricordo, soppiantato da una nuova galleria non più riservata a loro, gli stakanovisti dell'opera, ma ad un pubblico disposto a pagare un milione per un biglietto. E mentre i "poveri" protestano, i "ricchi" presenziano come ogni anno. A dire il vero, quest'anno nessun invito ufficiale a VIP dello spettacolo, solo posti riservati a politici e rappresentanti delle istituzioni. Non è arrivato il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi, entusiasta invece la partecipazione del presidente Ciampi con la moglie Franca: in loro onore è stato eseguito l'inno nazionale. Presenti i ministri Urbani, Tremonti, Castelli, Sirchia, Matteoli, Stanca, il sottosegretario Letta, il Commissario Europeo Monti, e i soci fondatori. Come tutti gli anni, è arrivato anche il procuratore capo di Milano Francesco Saverio Borrelli, accolto da uno scroscio di applausi degli altri spettatori e della gente accalcata fuori. Una "Prima" in cui non si è parlato solo di musica, quest'anno.>br> (Foto AP)
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