26/04/2002 | 4 MINUTI DI LETTURA

Intervista a Iacchetti: Striscia la simpatia

Lo vediamo spesso con gli occhi fuori dalle orbite, sempre con un’aria stupita, da Peter Pan disperso in un mondo che non gli appartiene... Invece, Enzo Iacchetti nasconde molti segreti e passioni...

Cominciamo dal principio o, meglio, dagli esordi. Tv, radio, cinema o teatro?
Ho lavorato in radio quando tu non eri ancora nata! Erano gli inizi delle radio private, negli anni settanta. Nel 74 lavoravo in una radio libera che faceva fatica a sopravvivere. Io facevo tutte le voci: il radiogiornale, il programma per i bambini, la hit parade... cambiavo voce, ma ero sempre io!

E’ nata così la voglia di recitare o, comunque, di “sondare” nuovi territori?
Ho fatto la radio come esperienza, perchè a quei tempi era meglio andare in radio che fare il ragioniere! Per me. Ma è da quando avevo 9 anni che andavo in giro con la chitarra, il microfono, poi tanto teatro da dilettante... esperienze ne ho fatte tantissime! Più per il gusto di fare esperienze che non per il fatto di sentirmi attratto dal mondo della radio in sè, perchè secondo me chi fa questo mestiere deve saper fare un po’ di tutto.

Il fatto di aver preso la consueta “pausa di riflessione”, così come fai ogni anno, da “Striscia la notizia” per fare teatro è legato alla necessità del contatto diretto con il pubblico?
E’ puro masochismo! Invece di andare in vacanza a godermi i soldi che guadagno, mi perdo in tournèe teatrali. Mi piace così. Mi piace affrontare progetti nuovi. “Striscia” per me è come un ufficio, andarvi non mi costa fatica, è un ottimo veicolo per apparire bene in pubblico, ma la vita professionale non può essere solo quella. Ho la passione per il teatro e ogni anno ci provo.

Perchè hai scelto proprio “Provaci ancora Sam”, di Woody Allen? La senti nelle tue corde interpretative?
Il personaggio è timido, introverso, pieno di tic, nevrotico... E’ una di quelle cose che immagino di saper fare! Poi è il pubblico che deve decidere. L’ho scelta perchè è una storia d’amore, anche una fiaba. Parla degli anni settanta, che è un periodo al quale sono molto legato. A livello culturale penso che siano stati gli anni più belli del secolo scorso, forse del millennio! Siamo vestiti come allora, c’è tanta nostalgia. Però devo dirti che il confronto con Woody Allen mi ha stimolato a rischio perchè i critici sono stati subito pronti a dire che io lo imitassi. Invece io non l’ho assolutamente imitato e ho creato un personaggio diverso da quello che fu lui nel film tratto dalla commedia.

Perciò vedremo Enzo Iacchetti con il suo “proprio” personaggio.
Si! Anche un po’ sopra le righe. Adesso tu mi vedi così tranquillo ma quando mi succedono le cose nella vita sono abbastanza nevrotico.

Ultima domanda. Anzi un consiglio ai giovani che vogliano intraprendere la tua carriera. Soprattutto adesso che ci sono i casting, anche per le nuove veline cosa bisogna fare per evitare di incappare in loschi figuri o falsi agenti, secondo Enzo Iacchetti?
Lasciate perdere! E’ un mondo difficile, come cantava l’amico cantautore... Bisogna arrivare sapendo comunque che ci sono delle difficoltà da superare. Io sono uno di quelli convinti che comunque, chi ha talento, prima o poi viene fuori e se ci credi, il tuo momento prima o poi, arriva. Bisogna stare attenti perchè è un brutto ambiente!

Mi dai la possibilità di fare almeno una volta nella vita, la velina per Enzo Iacchetti?
Per me va bene... mi siedo e guardo.

Sei stato molto simpatico. Verremo a vederti a teatro.
E io vi aspetto! Calorosi!
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