30/10/2019 | 4 MINUTI DI LETTURA

Isabella Ferrari: 'Ho una malattia rara. Due anni di terapia pericolosa… MI ha fatto capire che non devi avere paura di morire’

  • ‘Non farò il nome di questa malattia, perché la patologia mi ha spaventata’
  • ‘Una mattina mi sveglio e non riesco più a muovere le gambe. Tutto è precipitato’

Isabella Ferrari confessa di avere una malattia rara, di cui non vuole fare il nome perché la patologia da cui è affetta la spaventa. Si è sottoposta a due anni di terapia pericolosa per riuscire a venirne fuori, a migliorare. L’attrice lo racconta in una lunga intervista a Vanity Fair, che le regala la cover del settimanale.

Isabella Ferrari confessa di avere una malattia rara, lo svela a 'Vanity Fair'

“Qualche anno fa succede che una mattina mi sveglio e non riesco più a muovere le gambe. Tutto è precipitato in fretta. Inizia il calvario delle visite e delle diagnosi. E le diagnosi si dimostrano sempre sbagliate, anche quelle fatte da medici e ospedali stranieri. Vado all’estero, mando il mio sangue per esami negli Stati Uniti. Poi arrivano i dolori accecanti, il cortisone”, dice l’artista 55enne.

“Una notte, era il 2 giugno, mi ricoverano in un ospedale vicino a casa, a Roma. Lì incontro il medico più importante per me. La diagnosi che fa non è per niente buona. Mi perdoni, ma non farò il nome di questa malattia rara perché appena l’hanno fatto a me sono andata su Internet, ho digitato la patologia e mi sono spaventata”, rivela ancora Isabella Ferrari.

“Il medico suggerisce una terapia importante e pericolosa, qualcosa che poteva funzionare solo in una percentuale di casi. Io decido di non farla e parto per Pantelleria - continua l’affascinante bionda - Ero lucidissima, quell’estate, per via delle dosi di cortisone. Dipingevo, mi sentivo molto illuminata e ogni tanto provavo a preparare al peggio i miei figli. Poi la situazione peggiora, mi riportano a Roma d’urgenza e inizio la terapia”.

L'attrice per due anni si è sottoposta a una terapia pericolosa pur di migliorare

Isabella a causa della malattia rara è stata costretta a rischiare, ma ce l’ha fatta: “Ogni mattina, per due anni, sono andata in quell’ospedale. E quando non potevo muovermi, dal letto della struttura chiamavo i miei figli via Skype per restare ancorata a loro e alla vita. Piano piano, un passo alla volta, ce l’abbiamo fatta”.

“Ho avuto tanta paura di vivere quando avevo vent’anni. E mi sono fatta venire pure gli esaurimenti con la depressione. La recente malattia, però, mi ha fatto capire che non devi avere paura di morire. Perché è la paura di vivere a fregarti. Solo quella. Soltanto quella”, sottolinea l’attrice.

Isabella Ferrari, che in passato ha conosciuto anche la depressione, per la quale è andata in analisi, ha accettato il suo destino crescendo. “La svolta arriva sempre quando capisci che sei tu a poter disegnare un destino tutto tuo. Io ci sono riuscita osando. Soprattutto col mio corpo, strumento che all’inizio avevo vissuto come un limite alla mia intelligenza o al mio talento”, spiega al giornale.

Poi chiarisce: “Il mio corpo è servito come un racconto. Della violenza dell’uomo sulla donna. Dell’amore del maschio per la femmina. Per narrare le donne che si separano, che sono troppo magre, che hanno bisogno di essere raccontate. Di fronte a una grande storia, di fronte a un grande regista il mio corpo è diventato una tela bianca su cui proiettare tutto. Senza se e senza ma”.

 

 

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