29/9/2010 | 3 MINUTI DI LETTURA

Kasia Smutniak, la mia vita senza Pietro

Kasia Smutniak torna a parlare e lo fa con una lunga intervista rilasciata a Daria Bignardi e pubblicata su Vanity Fair in edicola oggi. L'attrice, tre mesi fa, è stata duramente colpita dalla scomparsa del compagno, Pietro Taricone, padre di sua figlia Sophie. Da allora un lungo silenzio che oggi rompe per ricordare l'uomo che ha tanto amato e togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

"In questi otto anni abbiamo fatto di tutto, ci siamo detti tutto. Avevamo litigato, ci eravamo lasciati, poi siamo tornati insieme. E' stato proprio il paracadutismo a farci ritrovare. Noi ci siamo ritrovati, eravamo felici. Non potevamo darci più di così. Non lo so come vivrò, ma almeno non ho rimpianti. Io so che in quel momento lui era felice... Prima di saltare mi ha mandato un bacio, facendo la faccia buffa, hanno riso tutti. Poi si è lanciato. Non si è reso conto di niente, è morto col sorriso in faccia. Io ero accanto a lui. Se potessi scegliere un modo di morire, vorrei anch'io morire così: nel momento più felice della vita".
Kasia però ha qualcosa da dire anche sui presunti amici che al momento della tragedia sono spuntati fuori come funghi: "Oltre alla violenza delle foto rubate c'è stata quella di molti, che non ho visto una sola volta in otto anni insieme a Pietro, di cui non mi ha mai parlato, e che si sono precipitati in Tv a raccontare com'era. Ma che ne sanno loro? Dei tempi del Grande Fratello era rimasto amico con Marina (La Rosa ndr), e qualche volta avevamo visto Sergio (Volpini ndr). Loro sì che potevano parlare di Pietro. Ma gli altri?".

L'attrice ha poi raccontato il momento in cui si è trovata ad affrontare la dura realtà con la figlia Sophie: "Ho chiesto aiuto a uno psicologo infantile, mi ha spiegato che non bisogna nascondere niente. Le ho detto: 'Papà è morto'... Lei, anche se soffre, capisce tutto e sa quanto è amata. E sa che il papà ha lasciato tutto questo amore intorno a lei".
La Smutniak ha anche descritto la vera essenza della passione per il paracadutismo che tanto la legava a Pietro: "L'adrenalina non c'entra. E' la sensazione di libertà e di contatto con la natura a renderti felice, e noi facevamo quel che ci rendeva felici: era un altro modo per stare insieme. Il volo all'inizio era una cosa mia, gliel'ho attaccata io, ma non mi sento in colpa. Perchè era bello. Invece di passare il tempo seduti al ristorante, o a comprare vestiti, noi saltavamo. Insieme... Il cielo per me è quello che per Pietro erano i cavalli. Oggi non posso tornare, per Sophie. Adesso devo pensare solo a lei. Tanto, prima o poi, su ci ritorno. Il cielo fa parte di me".

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