4/4/2019 | 5 MINUTI DI LETTURA

Lamberto Sposini e la battaglia legale per il risarcimento Rai: 'Questo mutismo da parte loro pare disinteresse. Ha dato tanto, non c’è memoria’. Barbara D'Urso da sempre vicina al giornalista

  • La battaglia legale per il risarcimento Rai a Lamberto Sposini continua…
  • ‘Perché non arrivare a un accordo che si chiuderebbe con 350 mila euro?’

Lamberto Sposini continua tramite i suoi legali e quelli che tutelano la figlia Matilde, 17 anni, la sua battaglia legale per il risarcimento Rai. Il 29 aprile prossimo saranno 8 anni da quel giorno che ha cambiato per sempre la sua vita, quando un’emorragia cerebrale ha sconvolto la sua esistenza. “Un uomo che fino a quel momento aveva fatto della parola la sua esistenza, si è ritrovato a non poterla usare più”, racconta la sua ex compagna,Sabina Donadio, al Corriere della Sera. La giornalista desidera che il processo con la Rai, quello che accertare i ritardi e le negligenze che avrebbero aggravato lo stato di salute del 67enne quando si è sentito male negli studi di “La via in diretta”, si concluda al più presto. La sentenza di primo grado negava responsabilità della tv di Stato, ma è stata impugnata. I giudici hanno invitato le parti a trovare un accordo extragiudiziale, dalla Rai però non arrivano risposte.

Lamberto Sposini con Barbara D'Urso nel camerino della conduttrice a Cologno Monzese: lei non lo ha mai dimenticato

La prossima udienza è fissata per il 21 maggio. La battaglia legale di Lamberto Sposini per il risarcimento Rai va avanti. “Vorrei fosse chiaro che per noi non è una questione economica. Lamberto ha bisogno di cure costanti, ma il punto non è questo. Ci piacerebbe che, umanamente, la Rai fosse un interlocutore diverso, perché non si può liquidare così quello che è successo - spiega la Donadio - Ho tentato con tutti i presidenti della Rai di turno, con tutti i dg, di far presente la situazione. Non ultimo Salini, che non era a conoscenza di tutti i dettagli e si è dimostrato piuttosto sensibile. Ma dopo un po’ se ne dimenticano sempre”.

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“Quello che manca è proprio un riconoscimento di quello che è successo al padre. Dalla famiglia viene considerato più il lato morale che economico: è quello che ferisce. Si sarebbero aspettati un gesto riparativo. Parliamo di una bambina per cui il padre era un supereroe e di colpo si è trovata ad accudirlo. Resta un supereroe per lei, ma questo mutismo da parte della Rai pare quasi disinteresse”, sottolinea l’avvocato Ada Odino, che tutela la figlia del conduttore, Matilde.

Il 67enne prende il caffè con Carmelita, intanto la sua battaglia legale per il risarcimento Rai a 8 anni di distanza da quando un'emorragia cerebrale gli ha cambiato la vita continua...

“Stiamo parlando di un conduttore che alla televisione pubblica ha dato moltissimo. Inoltre, la Rai rischia una condanna per milioni di euro: perché non arrivare a un accordo che si chiuderebbe con 350 mila euro? Perché continuare questo stato di incertezza?”, le fa eco il legale di Sposini, Bruno Tassone. La battaglia legale per il risarcimento Rai di Lamberto Sposini continua. Le premesse per un accordo parrebbero pure esserci. “A livello d intenzioni - sottolinea ancora l’avvocato - Ma in questi mesi in cui è stata sollecitata una proposta non ci è mai arrivato nulla: nemmeno a livello informale, non una mail, una telefonata interlocutoria, niente”.

Secondo l’esperto di legge, Lamberto Sposini non è stato soccorso in modo adeguato: “Il 118 nel centro cittadino garantisce l’intervento in otto minuti. Nel caso di Sposini, ne sono passati quasi 50. Non sono state date indicazioni corrette circa le sue condizioni, tanto che all’inizio si era parlato di infarto, pur avendo sintomi completamente differenti. Al punto che poi è stato portato in un ospedale non attrezzato per fare l’intervento a cui è stato sottoposto solo quattro ore e mezzo dopo. Tutta la letteratura medica spiega che la tempestività in casi come il suo è fondamentale”.

La famiglia di Lamberto Sposini si domanda, con i legali, come sia stato possibile che un posto come la Rai non sia attrezzato correttamente per dare i primi soccorsi. Forse, dopo di lui, qualcosa è cambiato. Intanto  si aspetta. Il giornalista si gode la sua vita fatta di cose semplici. Ha vicino alcune persone che lo sono sempre andate a trovare, come Barbara D’Urso, che lo accoglie nel suo camerino a Cologno Monzese negli studi Mediaset e lo coccola. Lei non lo ha mai dimenticato.

 

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