19/10/2021 | 3 MINUTI DI LETTURA

Lapo Elkann e le nozze privatissime con Joana Lemos in copertina su 'Chi': 'L'amore vero è riservato’

  • Il 44enne lo scorso 7 ottobre ha sposato in Portogallo l’affascinante 48enne
  • ‘Volevamo condividere questo giorno speciale solo con le nostre famiglie e gli amici più cari’

Lapo Elkann racconta le sue nozze privatissime con Joana Lemos, celebrate lo scorso 7 ottobre a Tavira, in Portogallo. Il 44enne, in copertina su Chi con la moglie, affascinante 48enne, al settimanale a cui ha dato l’esclusiva delle nozze, rivela: “Abbiamo scelto un matrimonio molto discreto perché volevamo condividere questo giorno speciale solo con le nostre famiglie e gli amici più cari, in linea con la discrezione che abbiamo avuto da quando siamo stati insieme. Il vero amore è riservato, privato e intimo”.

Lapo Elkann e le nozze privatissime con Joana Lemos in copertina su 'Chi'
Lapo Elkann e le nozze privatissime con Joana Lemos in copertina su 'Chi'

Lapo e Joana hanno accettato di farsi fotografare nel giorno del loro sì per beneficenza: il giornale diretto da Alfonso Signorini ha fatto una donazione alla Fondazione Laps di cui Elkann è presidente e la Lemos vicepresidente.

Joana per i fiori d’arancio ha indossato un abito disegnato da Frida Giannini, Lapo era elegantissimo col frac griffato Rubinacci, il suo sarto napoletano. E’ stato un funzionario portoghese dell’Algarve a leggere i documenti durante la cerimonia civile. Lo ha fatto sia in portoghese che in italiano.

Elkann è arrivato all’appuntamento più importante a bordo di una Fiat 500 d’epoca. Ha voluto omaggiare il nonno Gianni Agnelli a cui è sempre stato molto legato. Dopo il sì, il ricevimento a tema Tropical. Lapo ha sorpreso Joana invitando il cantante portoghese Tony Carreira, il suo preferito, lei non si è risparmiata invitando i Gipsy Kings.

Lapo Elkann e Joana Lemos ora sono felici e si spendono ogni giorno, utilizzando la loro professionalità e le loro ampie conoscenze del jet set internazionale, per portare a termine quanti più progetti per la Fondazione Laps. “Purtroppo c'è ancora molto da fare. La pandemia ha lasciato profonde cicatrici su milioni di vite ed è importante che chi ha i mezzi per aiutare gli altri lo faccia, sostenendo chi è in maggiore difficoltà, in tutte le aree geografiche, perché, in un modo o nell'altro, tutti sono stati toccati dal flagello della pandemia”, sottolineano entrambi.

 

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