24/12/2015 | 5 MINUTI DI LETTURA

Laura Pausini: 'A Paola ora voglio dare stabilità. Una volta ha chiesto quando saremmo tornati 'a casa' ed è venuto fuori che parlava di Roma'

  • Per Paola ora vuole stabilità Laura Pausini, desidera che frequenti una scuola normale

Laura Pausini è al settimo cielo. "Sembro molto felice? Sono molto serena, adesso, e so di essere stata molto fortunata", confessa a Sette. Il suo 2016 sarà "un anno di ritorni, tra il Festival di Sanremo e San Siro". Simili, il suo album, la riempie di orgoglio ed è un successo. In cima ai suoi pensieri, però, c'è la famiglia e la figlia Paola, 3 anni il prossimo febbraio, a cui vuole ora dare stabilità.

Laura pausini, un selfie prima di entrare nello studio di 'Che tempo che fa'

"Non sognavo di diventare famosa, diventare madre invece è qualcosa che ho voluto con tutta me stessa, qualcosa che mi ha imposto l’attesa, la resistenza alla delusione. Un desiderio che ha segnato momenti difficili, negativi, pesanti come quelli durantei quali affrontavo le cure e mi sentivo fragile e indirettamente più esposta alle critiche", spiega la cantante 41enne. E aggiunge: "Quando infine è arrivata Paola, io e Paolo (Carta ndr), il mio compagno, abbiamo cercato di proteggerla dalla curiosità e dai riflettori. Ci siamo riusciti davvero solo in Italia, dove le leggi impediscono di pubblicare le foto di minori. Solo che spesso va a finire che scatti usciti negli altri Paesi vengano riproposti nel nostro. Proprio con Simili abbiamo iniziato a tirarla fuori dal guscio un po’ di più: nella canzone "E' a lei che devo l’amore" si sente la sua voce"

La cantante 41enne elegantissima in camerino

Laura Pausini racconta: "Il brano l’ha scritto Biagio Antonacci. Quando gli ho chiesto di farmi sentire qualche brano dell’album che stava preparando, mi sono accorta che era una canzone d’amore. Ma ho pensato subito che sarebbe stata perfetta anche per Paola, per una figlia. L’abbiamo registrata con lei per mandarla a Biagio, per gioco; lui ci ha detto di non tornare in studio e di lasciarla così, perché rifatta e risistemata avrebbe perso qualcosa". Sogna per la figlia una vita come quella degli altri della sua età: "Adesso a Paola voglio dare stabilità. Ha imparato a sentire come spazi suoi, familiari, anche gli alberghi ma una volta ha chiesto di colpo quando saremmo tornati “a casa” ed è venuto fuori che parlava di Roma. Sarà Roma la nostra casa? Non lo so, forse, so che voglio scegliere un posto che possa essere quello in cui frequenterà una scuola normale, con gli altri bambini, tutti i giorni. Mi piacerebbe immaginarla mentre va a scuola a piedi, come facevo io. Non voglio che faccia una vita da privilegiata. I gemelli di Ricky Martin lo seguono ovunque e studiano a casa, con l’istitutore, ma io non sono convinta di un modello del genere per noi".
Vuole dare stabilità a Paola Laura Pausini. Desidera anche un mondo migliore, come canta nel suo disco. E sulle coppie gay e l'adozione da parte delle coppie omosessuali dice: "Io e Paolo non siamo sposati. Una volta, senza consultarmi prima con lui a dire il vero, ho detto in televisione che non l’avremmo fatto finché in Italia tutti non avessero avuto pari diritti. Siamo praticamente l’ultimo Paese rimasto in cui i gay non hanno la possibilità di sposarsi e di vedere riconosciuta la loro unione. Ho vissuto in prima persona esperienze bruttissime: una coppia di amici si è vista negare il diritto a uno dei due di salire in ambulanza per accompagnare il compagno malato di cancro in ospedale. E' morto durante il tragitto, non si sono potuti dire addio. Quando Paola sarà grande voglio che sia fiera del fatto che sostengo questa causa, e non in tv o sotto i riflettori, ma nella vita di tutti i giorni. Che penso delle nuove famiglie? Ho amici gay e amiche lesbiche anche con bambini, ma faccio fatica ad avere un’opinione precisa. Per alcune coppie sono portata a pensare che sia giusto, per altre meno. Non me la sento di prendere una posizione netta. Come non me la sentirei di dare una risposta unica se fossi un giudice che deve decidere a chi affidare il bambino di una coppia separata: alla madre, al padre o l’affido condiviso? Se si parla di stepchild adoption (l’adozione del figlio del partner), però, non penso che sarebbe giusto negarla al coniuge del genitore non biologico. I diritti del bambino devono venire prima di tutto, in questo caso il diritto del bambino ad avere due genitori se è con due persone che è cresciuto o sta crescendo".

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