1/10/2012 | 2 MINUTI DI LETTURA

Lele Mora in tribunale per il Rubygate

Lele Mora arriva in tribunale a Milano con la camicia nera e il corcifisso al collo
Vuole essere chiamato Gabriele. Lele Mora, a processo a Milano per il Rubygate, è arrivato in tribunale venerdì scorso irriconoscibile. Il primo agosto, quando finalmente uscì dal carcere di Opera, dopo aver trascoso in cella oltre un anno e aver patteggiato una condanna a 4 anni e tre mesi per la bancarotta della sua Lm Management, già era parso un uomo diverso. Oggi conferma di essere l'ombra della persona che fu. Camicia nera, crocifisso al collo, jeans, Lele è stato interrogato dai magistrati e ha detto: "Silvio Berlusconi è innocente e spetterà alla magistratura stabilirlo. Il Bunga Bunga? E' solo una barzelletta, nient'altro, ad Arcore si mangiava e si stava bene".

Quando si è incrociato con Nicole Minetti, anche lei imputata nel processo insieme a Mora e a Emilio Fede, neanche un sorriso o un semplice cenno di saluto. I due si sono ignorati. Mora prosegue la sua strada verso una vita nuova.

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