1/3/2017 | 4 MINUTI DI LETTURA

Leonardo Tumiotto, ospite di Barbara D'Urso a 'Pomeriggio 5', ricorda fra le lacrime Dj Fabo: 'Era un mio amico e la sera dell'incidente eravamo insieme'

  • Leonardo Tumiotto in lacrime per Dj Fabo: 'Lui non vorrebbe vedermi piangere'
  • 'Alla sua fidanzata Valeria bisognerebbe fare un monumento', ha poi aggiunto

Leonardo Tumiotto, ospite di Barbara D'Urso a "Pomeriggio 5", tra le lacrime ha ricordato Dj Fabo che a 40 anni, compiuti lo scorso 9 febbraio, ha scelto l'eutanasia in Svizzera dopo essere rimasto cieco e tetraplegico a causa di un grave incidente stradale.

Leonardo Tumiotto in lacrime da Barbara D'Urso

L'ex campione di nuoto era amico di Dj Fabo ed era con lui la sera in cui si è consumata la tragedia. Nel raccontarlo, Tumiotto non è riuscito a trattenere le lacrime: "Non posso neanche piangere, perché mi avrebbe sgridato - ha detto - A lui non piacciono i piagnistei, non gli sono mai piaciuti. Voglio ricordare Fabo quando era vivo e basta".

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Leonardo è poi tornato con la memoria al giorno dell'incidente: "Quella sera abbiamo suonato insieme per fare un regalo di compleanno a un nostro amico. Conservo ancora i suoi messaggi prima di quella serata. Lui si preoccupava, voleva organizzarla al meglio. Abbiamo festeggiato con gli amici. C'era anche la sua fidanzata. A Valeria bisognerebbe fare un monumento".

L'ex campione di nuoto era con Dj Fabo la sera dell'incidente 

In lacrime Leonardo Tumiotto ha raccontato che DJ Fabo era sempre gioioso: "Amava la vita - ha affermato - Lo chiamavano tarantella, perché non stava mai fermo. Aveva un'energia dentro incredibile. Immagino la sua sofferenza dopo. Quella sera ci siamo salutati. L'ho visto salire in macchina con la sua borsa di dischi". Poi la tragedia, ma Leonardo ha rivelato che lasciarlo andare era la cosa più giusta da fare, perché era ciò che DJ Fabo desiderava: "Trattenerlo sarebbe stata una forma di egoismo", ha sottolineato. 

Leonardo si è fortemente commosso nel ricodare l'amico

Barbara D'Urso, invece, ha detto che la politica di fronte a un caso del genere non sarebbe dovuta stare in silenzio: "L'Italia se fosse un Paese civile avrebbe dovuto accompagnare Dj Fabo durante il suo percorso. Invece lui è dovuto andare all'estero, a pagamento, e io trovo questo incivile".

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