8/11/2019 | 4 MINUTI DI LETTURA

Marco Mengoni e la bellezza dell'essere fluido in amore: 'Non contemplo paletti e muri, non mi accorgo della tonalità della carnagione o della scelta di amare un uomo o una donna’

  • ‘La mia generazione più aperta. Sono aperto a tutto, sarò l’ultimo naif ma non vedo barriere’
  • 'Ma la mia vita privata è mia, se ti va di sentire la mia gioia, il mio dolore, senti i miei dischi'

Marco Mengoni a Sette, che gli regala la copertina, parla della generazione dei 30enni, di cui fa parte. Il cantante sente l’instabilità di una società che va veloce, ma si sente proprio per questo aperto a tutto. La bellezza del suo essere fluido in amore la confessa all'inserto settimanale del Corriere della Sera.

Marco Mengoni fluido in amore: 'Non mi accorgo della scelta di amare un uomo o una donna'

Quando gli si domanda sulla molta fluidità di genere che segna questo tempo, Marco Mengoni sottolinea: “Noi qui siamo messi meglio di chi ci ha preceduto, la mia generazione è più aperta in tutti i sensi e mi dispiace per le persone che ci governano non si aprano alla natura. Io sono un 30enne antico, ma anche oltre, avanti anni luce. Sono aperto a tutto, sarò l’ultimo naif ma non vedo barriere, confini, per me la Terra non è di nessuno”.

Poi l’artista aggiunge:  “Non contemplo paletti e muri, non mi accorgo della tonalità della carnagione o della scelta di amare un uomo o una donna. Ma la mia vita privata è mia, se ti va di sentire la mia gioia, il mio dolore, ti senti i miei dischi. Io voglio vivere questa vita il meglio possibile, purtroppo noi trentenni, anch’io, abbiamo difficoltà a viverla, con questo tempo che corre troppo veloce”.

A quelli che hanno 30anni come lui dice: “L’unico consiglio che do ai ragazzi come me è: vivete. Domani può succedere tutto”.

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Molto riservato nel suo privato, Marco Mengoni sull’esistenza condivisa sui social dice: “Io ho 30 anni e mi sono aiutato, analizzato, fatto analizzare, fatto gavetta più o meno lunga, ai like e dislike sono vaccinato. Per questo la mia vita privata sui social non mi va di mettercela, se è privata non mi va di mettere in mezzo persone che non c’entrano con la mia fama. Io faccio questo mestiere e io devo essere fucilato in piazza, ma non voglio che i miei cari siano massacrati. Ci tengo a proteggere le piante, figurarci le persone che mi stanno accanto!”.

Mengoni ricorda quando da adolescente era un’altra persona: “Sono arrivato a pesare 105 chili, forse mangiavo per combattere l’insicurezza, sì anche la Nutella... poi quasi naturalmente, forse per un cambiamento ormonale, sono arrivato a 62, ho perso quasi 40 chili. Ora sono 83”.

Anche oggi si ritrova maggiormente nella sua immagine da ragazzo in sovrappeso: “Mi vedo come con i chili in più, mi è di aiuto, mi porta a fare sempre di più, sempre meglio, a non mollare la guardia mai, a non tornare là. E' una fase della mia vita che mi porto dietro e con la quale combatto meglio il mostro che non c’è più. Se voglio una cosa la raggiungo con tutti i mezzi possibili”.

Complicato, intenso, geloso del suo privato, Marco Mengoni vuole che sia la sua musica a parlare. E’ un trentenne felice di essere ‘instabile’ e fluido in amore perchè si sente aperto al mondo e alla vita.

 

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