9/3/2015 | 3 MINUTI DI LETTURA

Massimo Di Cataldo in un'intervista ha detto: 'Ero diventato un mostro e a mio padre per lo choc è venuto un infarto'

  • Massimo Di Catalto racconta in un'intervista quando era per tutti un mostro
  • La compagna Anna Laura, nel 2013, lo ha accusato di averla picchiata brutalmente
  • Affermando che il cantante le aveva fatto perdere il bimbo che aspettavano
  • Tutto falso, il caso è stato archiviato, ma Massimo ha passato un brutto momento
  • 'La mia vita si è accartocciata, sgretolata tra le mani, non uscivo più di casa'

"Era luglio, era il 2013. Stavo andando in Versilia, per ritirare il premio Lunezia. Doveva essere un bel viaggio quando ho guardato il telefonino e mi è caduto il mondo addosso: c'era la foto della mia ex compagna con il volto tumefatto, il naso sanguinante, gli occhi pesti. Mi sono spaventato e preoccupato. Oddio - ho subito pensato - ma cosa le è successo? Poi, leggo che stava dando la colpa a me", esordisce così Massimo Di Cataldo, nell'intervista rilasciata a Il Giornale, e ripercorre quel momento in cui ha scoperto che la compagna, Anna Laura Millacci, lo stava accusando di averla picchiata e di averle provocato un aborto, pubblicando le foto del suo volto tumefatto sul social. Da lì a poco il cantante sarebbe stato descritto come un mostro, un uomo capace della più atroce delle violenze.

Massimo Di Cataldo parla di quel brutto momento quando l'ex compagna lo ha accusato di violenze

Dopo 16 mesi Massimo Di Cataldo ha ottenuto l'archiviazione dell'indagine, quelle foto erano un falso. Ma per lui si è trattato di un momento difficile: "E' stato peggio di un incubo - dichiara durante l'intervista - L'orrore di una persona che urla la sua verità e nessuno lo ascolta perché convinti che dice il falso. Quel giorno di luglio la mia vita si è accartocciata, mi si è sgretolata tra le mani e la mia carriera con lei". Il cantante racconta come abbia fin da subito realizzato cosa gli stava capitando: "Il tempo di arrivare a destinazione, in Versilia. I fotografi erano già lì, i giornalisti schierati come in assetto di guerra. Tg1, Sky Tg24, tutti aspettavano la loro preda che ero io. Sceso dalla macchina sono stato preso d'assalto, tutti volevano una dichiarazione, sapere, far parlare il mostro. Erano tutti per l'artista che canta d'amore e che invece pesta a sangue la sua compagna". Da artista che stava per ricevere un premio, è diventato di colpo, agli occhi dell'opinione pubblica, un delinquente. Massimo Di Cataldo si è visto anche sottrarre l'affetto della sua bimba: "Mia figlia - racconta - allora aveva due anni. Il giorno dopo questa bella trovata, Anna Laura era sparita nel nulla portandosela via. Per mesi poi ho potuto vederla secondo il suo umore. Oggi per fortuna va meglio". E sul social nelle ultime ore ha pubblicato la foto della sua mano con quella della bimba.

La mano del cantante con quella della figlia pubblicata sul social, ora le cose vanno meglio

Il momento peggiore di tutto quel periodo però è stato "la polizia che va a casa dei miei - racconta Massimo Di Cataldo nell'intervista - mio padre che prende uno choc. Ne soffre a tal punto che gli viene un infarto". Troppo forte il dispiacere di vedere un figlio additato come un mostro.

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