24/9/2013 | 2 MINUTI DI LETTURA

Massimo Di Cataldo, nuovi testimoni lo inguaiano

Massimo Di Cataldo, nuovi testimoni lo inguaiano
La posizione di Massimo Di Cataldo, indagato a Roma per maltrattamenti in famiglia e procurato aborto ai danni dell'ex compagna Anna Laura Millacci, diventa più complicata. Alcuni amici e conoscenti dell'artista, che per tredici anni ha convissuto con il cantante e dal quale ha avuto una figlia, hanno raccontato la loro verità al pm Eugenio Albamonte, titolare dell'inchiesta, dando fondamento al presunto pestaggio avvenuto il 18 giugno scorso e denunciato dalla Millacci sulla sua pagina Facebook il 20 luglio, con accuse pesanti contro Di Cataldo e la pubblicazione di foto che la ritraevano con il volto tumefatto.
"Quel giorno Anna Laura era davvero disperata e in lacrime. E aveva sul viso i segni di una aggressione, di schiaffi - hanno detto - Sappiamo che per partecipare ad un party la sera è poi ricorsa a trucco e cerone per coprire i segni".

In settimana un medico legale nominato dalla Procura dovrà visitare la donna e accertare la compatibilità di eventuali segni con le foto postate su social. Le discordanze su quanto dichiarato da Anna Laura erano nate dopo la scoperta di altri scatti fatti nel giorno incriminato che immortalavano la donna a un party al Fleming a Roma, organizzato dal pittore Riccardo Natili al ristorante La Villa, durante il quale era stata fotografata sorridente, truccata e senza segni evidenti, abbracciata ad alcuni amici. "Noi abbiamo fornito prove documentali che quell'aggressione non c'è mai stata - aveva detto il legale dell'artista, l'avvocato Andrea Micciché - La montatura infamante è crollata", ma ora la posizione del cantante, che si è sempre dichiarato innocente, si aggrava nuovamente.

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