- La provvisionale, prevista dalla sentenza del maggio 2021, era stata confermata in Cassazione la scorsa primavera
- Lo sportivo è deceduto a causa di un arresto cardiaco il 4 marzo 2018: era in albergo a Udine prima di un match
La morte di Davide Astori fa ancora male. E’ deceduto a causa di un arresto cardiaco il 4 marzo del 2018, mentre si trovava in albergo a Udine, prima di scendere in campo con la maglia della Fiorentina contro l’Udinese. Aveva 31 anni.
A finire sotto la lente di ingrandimento delle indagini successive al decesso era stato il medico che lo aveva controllato per non aver valutato in modo corretto alcune anomalie emerse durante la prova da sforzo. "Nel giugno scorso Galanti era stato condannato in primo grado a 1 anno anche per un altro filone d’indagine sul caso Astori, in cui viene ipotizzato il falso ideologico per un certificato depositato nel procedimento principale”, scrive La Repubblica. E’ per questa ragione che ora a Francesca Fioretti, sua compagna allora, alla figlia Vittoria e al resto della sua famiglia sarà versato più di un milione di euro di risarcimento, pagherà l’ospedale fiorentino Careggi. Galanti lavorava lì.
Careggi verserà 1 milione e 100 mila euro. "Si occupa dunque l’ospedale di pagare la provvisionale prevista da una sentenza del maggio del 2021, poi confermata nella scorsa primavera dalla Cassazione, cioè un risarcimento iniziale che sarà determinato definitivamente dal tribunale civile. Il giudice aveva condannato il professor Giorgio Galanti, che aveva seguito il calciatore, ad un anno, con la pena sospesa, e appunto al risarcimento”. Questo fa sapere il quotidiano.
Il giornale aggiunge: “La legge però prevede che sia l’ospedale a versare i soldi, anche perché il professionista aveva seguito Astori svolgendo la sua attività istituzionale per la struttura pubblica. Più avanti l’azienda potrà decidere se rifarsi sul medico. Nel caso ravvisasse colpa grave nella sua condotta. Anche la Corte dei Conti potrebbe muoversi. Se appunto ci sarà titolo per richiedere i soldi, è molto probabile che a versarli sia un’assicurazione. Praticamente tutti i medici che lavorano nel servizio pubblico fanno una polizza proprio per coprirsi in caso di colpa grave”.
"Il professor Galanti era accusato di omicidio colposo per non aver valutato in modo corretto alcune anomalie emerse durante la prova da sforzo. Quei segnali avrebbero dovuto suggerirgli di fare altri accertamenti, secondo la Cassazione", sottolinea ancora Repubblica.
