20/1/2021 | 4 MINUTI DI LETTURA

Morto di Covid Carmine, il fratello dell'attrice Lina Sastri: 'Il virus assassino ha vinto’

  • Se n’è andato a 73 anni: ‘Era un Re. Un gigante. Un eroe romantico’
  • L’artista 67enne lo ricorda con amore e commozione sul social

Lina Sastri piange il fratello, morto per Covid. “Il virus assassino ha vinto”, dice distrutta dal dolore. Aveva 73 anni ed era molto conosciuto: aveva un ristorante in via Niccolò Tommaseo, nei pressi di piazza Vittoria,  a Napoli: La Casa di Ninetta.

Morto di Covid il fratello dell'attrice Lina Sastri: 'Il virus assassino ha vinto'

L’attrice 67enne ricorda il fratello scomparso sul social. Commossa, devastata per la grave perdita, Lina Sastri scrive: “Mio fratello Carmine ci ha lasciato. Il Covid assassino lo ha vinto. Ma Carmine non può morire. E’ indimenticabile. Era un Re. Un gigante. Un Eroe romantico.  Ogni immagine di bellezza lo rispecchierà.  Ogni nota di Mozart farà risuonare la sua felicità. Ogni brillante ispirazione lo risveglierà. Ogni rischiosa azione lo ricorderà. E creerà un ristorante in cielo. Carmine non può morire. E’ indimenticabile”.

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Se n'è andato a 73 anni: 'Era un Re. Un gigante. Un eroe romantico'

Non riesce a farsene una ragione: Carmine non c’è più. L’artista via social sottolinea ancora in un altro post: “Questo virus assassino che toglie il rispetto e la dignità ai morti. Perché  non li possiamo vedere. Accarezzare. Vestire per il viaggio… Baciarli la fronte. Muoiono soli come cani. Disperati. Nudi. Questo virus assassino che non conosciamo…che ci sta distruggendo nello spirito e nel corpo. E’ un flagello terribile. Un castigo del cielo. Una maledizione… Senza scampo. Ci resta solo la preghiera”.

L'artista 67enne lo ricorda con amore e commozione sul social

La Sastri condivide alcune foto in cui è con l’adorato Carmine, contagiato dal Coronavirus a fine dicembre. L’uomo, un vero giramondo, ha lavorato in America e in Germania, dove ha aperto il suo primo locale ad Hannover. Poi sono arrivati quelli di Londra, Capri e Napoli, dove tornò e aprì il primo locale gay della città, Il Bagatto. E’ con la ristorazione che ha trovato la sua vocazione finale. Il suo ristorante è da anni un punto di ritrovo per molti artisti e teatranti legati a lui, che non c’è più, e a Lina.

 

 

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