- “E’ riuscita a superare l'aspetto drammatico, il dolore, la paura”
- “Il tumore non era operabile alla diagnosi, era in uno stadio localmente avanzato”
Se n’è andata ieri, giovedì 12 marzo, a 76 anni, sconfitta dal tumore al pancreas. All’Ars Biomedica a Roma è stata aperta la camera ardente per tutti quelli che vogliono regalarle l’ultimo saluto, il funerale è fissato per domani, sabato 14 marzo, nella Chiesa degli Artisti. Enrica Bonaccorti, signora della tv, lascia un vuoto enorme. “Sapeva che era complicato”, svela il suo oncologo al Corriere della Sera. Giampaolo Tortora, direttore del Comprehensive Cancer Center e dell'Unità di Oncologia Medica della Fondazione Policlinico Universitario Gemelli IRCCS, rivela come ha affrontato la terapia negli ultimi mesi. Aveva saputo del suo male la scorsa estate.
“Ho avuto la fortuna di conoscere una persona splendida, in una circostanza molto sfortunata. Una persona circondata da affetti veri e caldi, anche personaggi noti, che sono stati amici veri e le sono stati accanto nel migliore dei modi possibili. Spero che raccontare qualcosa della signora Bonaccorti come paziente possa essere di sostegno alle migliaia di persone che come lei si trovano a dover affrontare una malattia che è ancora oggi così difficile da curare”, premette il medico al quotidiano.
Enrica è stata una paziente “eccellente”: “Ho conosciuto una donna con moltissime qualità, un concentrato di intelligenza, grazia, eleganza, con uno sguardo profondo sull'esistenza. Doti che ha sfruttato nel suo percorso oncologico. Ogni persona affronta la malattia a modo proprio. Lei lo ha fatto in maniera ottimale”.
L’esperto aggiunge: “E’ riuscita a superare l'aspetto drammatico, il dolore, la paura. Che ci sono e non potrebbe essere diversamente. Ma essendo una persona dotata di grande classe, ironia e di senso dell'umorismo, è stata capace di continuare a vivere, ridere, fare battute. In questo senso spero che il suo esempio possa essere utile ad altri”.
“Ha avuto sempre fiducia in noi medici, nella scienza, nelle terapie che le abbiamo proposto”, sottolinea Tortora. E chiarisce: “Come accade nella maggior parte dei casi di cancro al pancreas, purtroppo, il tumore non era operabile alla diagnosi, era in uno stadio localmente avanzato. Abbiamo usato le migliori terapie standard, una combinazione di chemio e radioterapia, sperando di farlo regredire e poter tentare un intervento chirurgico, ma non ci siamo riusciti. Ci sono state delle complicanze e non è stato possibile operare, né fare altri trattamenti”.
Il dottore precisa: “E’ stata consapevole dal primo momento che era una situazione complicata. Ha avuto fiducia, ha sperato, ha accettato l'evoluzione degli eventi con serenità. Parlare chiaro con i medici, i familiari, con chi ti sta accanto, aiuta. La figlia Verdiana, i suoi amici, tutti hanno nuotato nella stessa direzione, in sintonia pur nella tempesta. E questo è di grande sostegno per tutti, sia durante le fasi finali della malattia che dopo, per chi resta”.
La Bonaccorti ha reso pubblico il cancro lo scorso settembre, Tortora era perplesso sulla scelta, poi ha capito che era quella giusta per lei: “Mi ha raccontato, felice: ‘Dirlo mi ha fatto bene. Ho provato un senso di liberazione bellissimo. E il calore, l'affetto, che ho ricevuto da amici, colleghi, dal pubblico è stato splendido. Come una dolce medicina per l’anima’”.
