Per Stefano Accorsi ''c'è un Campana in tutti noi''

Per Stefano Accorsi ''c'è un Campana in tutti noi''

Reduce dalla Mostra del Cinema di Venezia, dal premio come miglior attore di cui è stato insignito, e dalle polemiche di cui è stato fatto oggetto, non avendo ringraziato Laura Morante, sua partner nel film, nel discorso di rito, Stefano Accorsi è sbarcato alla Libreria Feltrinelli di Milano per presentare "Un viaggio chiamato amore", l'epistolario tra Dino Campana e Sibilla Aleramo, che ha ispirato l'omonimo film.
Arrivato quasi puntuale sul palco insieme ad Alessandra Casella, in camicia bianca, jeans sdruciti, e look finto-trasandato, Stefano ha parlato del film, del premio, e anche della relazione tra Campana e la Aleramo, spiegando che in questo frangente si è particolarmente riconosciuto nel poeta, avendo avuto per qualche tempo una relazione con una donna più matura di lui.
Non ha però voluto addentrarsi in particolari, nonostante le continue imbeccate e provocazioni di Alessandra Casella, e non ha quindi rivelato il nome della fortunata, rifiutando inoltre ogni altra domanda sulla sua vita privata e sulla recente rottura con Giovanna Mezzogiorno.

Si è invece dilungato su quanto la multiforme personalità di Dino Campana lo abbia reso perfetto paradigma del genere umano, definendolo a volte lucido, a volte incosciente, a volte romantico, a volte duro: insomma, in ognuno di noi c'è un po' di Dino Campana, e lui era un uomo, ma anche molti altri.
Alla fine della serata, Stefano ha commosso il nutrito pubblico (ragazzine, ma anche signore di mezza età e baldi giovanotti) leggendo, dall'epistolario di Campana e della Aleramo, la poesia "Un viaggio chiamato amore", che ha dato il titolo al libro e anche al film.

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