''Le mie presunte relazioni con 30 Letterine? Fake news'': parla Gerry Scotti

''Le mie presunte relazioni con 30 Letterine? Fake news'': parla Gerry Scotti

Gerry Scotti in una nuova intervista rilasciata a “Il Corriere della Sera” ha smentito le “presunte rivelazioni” su di lui relative al periodo in cui conduceva “Passaparola”.

Il presentatore Mediaset, che è stato al timone di quel format dal 1999 al 2008, ha affermato che si tratta di “presunte rivelazioni” semplicemente “false”.

“Ho una discreta dimestichezza nell’uso dei social e in questi anni ho potuto constatare di persona che le buone notizie o le verità vengono accolte tiepidamente. A volte passano inosservate, mentre le fake news hanno un riscontro ben più rilevante. Ancora di più lo hanno le menzogne dette per ragioni di lucro. In aggiunta generano una forma di odio e di cattiveria inaccettabile”, ha dichiarato al quotidiano.

Gerry Scotti, 69 anni, ha bollato come "false" le "presunte rivelazioni" su di lui relative al periodo in cui conduceva Passaparola

Gerry, 69 anni – oggi al timone con grande successo del programma “La Ruota della Fortuna” – ha poi detto che basterebbe chiedere a chi ha ricoperto il ruolo di “letterina”. E’ sicuro che tutte bollerebbero quelle dichiarazioni “false”.

“Sono presunte rivelazioni che riguardano un periodo di venticinque anni fa della mia vita professionale. Sono semplicemente false. Mi sopravvalutano ad attribuirmi relazioni con più di trenta ragazze che in un intervallo della loro vita professionale hanno ricoperto il ruolo di ‘letterina’. Basterebbe sentire le dirette interessate, chiedere a loro e sono sicuro che all’unanimità direbbero che le dichiarazioni che sono circolate sono false. L’amarezza che provo non è solo per me, nessuno ha pensato alle ragazze”, ha sottolineato.

“In questo tritacarne mediatico nessuno ha pensato che queste ragazze non sono pupazzi, bambole di pezza. Sono donne che meritano rispetto oggi come allora e come nel futuro. Non è giusto marchiare la loro esperienza professionale con il termine ‘letterina’, come fosse uno stigma. Non se lo meritano. Oggi hanno le loro professioni, le loro famiglie, figli magari adolescenti che devono sentire falsità imbarazzanti. Senza rispetto, senza un minimo di sensibilità”, ha concluso.

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