23/5/2014 | 3 MINUTI DI LETTURA

Sara Tommasi: il produttore del film hard condannato

Sara Tommasi, il produttore dei film hard condannato a 2 anni e 10 mesi
Lei ha rinnegato il suo passato nel cinema porno, una breve parentesi dovuta alla malattia. Sara Tommasi ora ha un quotidiano diverso, fatto di serate in cui e ospite pagata e una rinnovata collaborazione con l'avvocato e scrittore Alfonso Luigi Marra.
A causa di quelle pellicole a luci rosse, però, l'ex naufraga ha trascorso davvero un brutto periodo, tanto più che fu costretta, come anche stabilito dal Gup del tribunale di Salerno Renata Sessa, che ha condannato, per violenza sessuale di gruppo per induzione ed in concorso, a due anni e dieci mesi il produttore del film hard "Confessioni private", Giuseppe Matera. Nelle motivazioni della sentenza c'è scritto che la Tommasi accettò di girare la pellicola porno, ma non era nelle condizioni psicofisiche per sostenere scene particolarmente forti. Durante le riprese, quindi, subì una violenza sessuale di gruppo per induzione.

Il giudice ha accolto la richiesta del pm Elena Guarino nel processo che si è svolto con rito abbreviato, assecondando la richiesta del produttore, tra gli indagati per il fatto accaduto. Matera, ai domiciliari con un permesso quotidiano per poter continuare a seguire la propria azienda, ha collaborato con la Procura salernitana. Ha pure dato loro un video girato in Ungheria, evitando così che finisse sul mercato. "E' la pena più bassa possibile per questo reato", hanno spiegato i suoi avvocati, Antonio Ciliberti e Claudio D'Amato.
"Siamo soddisfatti - ha detto il legale di Sara, Saverio Campana - perché con questa sentenza si è potuta accertare la verità". Il giudice depositerà le motivazioni della sentenza entro 90 giorni. E' stato anche disposto un risarcimento da liquidarsi in separata sede.

Non finisce qui. Il prossimo 18 giugno è programmata l'udienza davanti alla terza sezione penale del tribunale di Salerno in cui sul banco degli imputati saliranno gli altri personaggi coinvolti nella vicenda: il manager Vincenzo Di Federico, gli attori Fausto Zulli e Pino Igli Papali, e il regista Max Bellocchio. Quel giorno sarà ascoltata la loro accusatrice, Sara Tommasi.

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