29/05/2002 | 4 MINUTI DI LETTURA

Saranno pure Famosi.... ma quanta fatica!

Ore 9.00 Roma. La citta' è nel caos per due eventi, il primo è la presenza di Bush, l'altro è il primo giorno dei provini di "Saranno Famosi" presso gli Studi di Cinecitta'.
Ore 9.10, Esterno Giorno: al di fuori delle mura di Cinecitta' a pochi metri dalla Casa del Grande Fratello, numerose le persone presenti che hanno passato tutta la notte in macchina, ragazzi che vengono da tutte le parti d'italia, preparatissimi sui nomi dei partecipanti della prima edizione sebbene in pochi sappiano cantare, ballare o recitare. Moltissimi i ragazzi che hanno portato una chitarra al provino, tutti gli altri con una valigia e l'indimenticalile beauty-case.

Alle 9.30 aprono i cancelli e subito la massa di persone cerca di entrare ma viene fermata dalla sicurezza che la smista in gruppi di 50 divisi per due che vengono accompagnati uno per volta al Teatro Uno, dove li aspetta un breve briefing e la compilazione del foglio per partecipere ai provini. Qualcuno è gia' stremato, subito alla prima tappa di questa Via Crucis mediatica, ma è il "fuoco sacro" dentro ognuno di loro che li spinge a resistere, a rimanere e dopo essere stati seduti per diverso tempo nel Teatro Uno, vengono divisi per le varie location adibite a provini all'interno dei viali di Cinecitta', dove, tra l'altro, si sta girando la fiction Rai con protagonisti Barbara De Rossi, Carlo Croccolo, Alvaro Vitali, Flavia Vento, Dorelja Damiani, Mariella Valentini e moltissimi altri attori. Il film si gira tra i viali di Cinecitta' e i provinandi in fila per due sul marciapiede per non ingombrare troppo i viali, assistono da lontano alle riprese.

Le attrezzerie adibite al provino sono allestite, due vicino al Bar di Cinecitta', la terza vicino gli studi dell'ex programma di Italia Uno, la quarta vicino al Teatro 15. La gente non sa né dove sara' portata né che cosa dovra' fare, ma la voglia di farcela impone la fede assoluta, anche quando dopo un paio di stazioni della "Via Crucis" mediatica, alcuni si lamentano di esser stati chiamati su appuntamento dopo aver inviato il cedolino del CD e poi si sono ritrovati insieme alla massa di gente che senza acquistare nulla ha comunque avuto pieno diritto di fare ugualmente il provino.

C'e' chi parla di provino di telegenia, chi di provino per coloro che sanno gia' recitare, cantare o ballare. Fuori Cinecitta' arriva nel frattempo la Polizia, i Carabinieri e un'ambulanza. Molte le lamentele per l'attesa. Moltissime le persone minorenni che vorrebbero partecipare ai provini, ma i controlli in questo senso sono tassativi. La disorganizzazione porta a qualche momento di caos, fortunatamente risolto, con le mamme rimaste fuori anche piu' di otto ore per aspettare i figli in fila.

Ma il cammino è lungo. A tratti anche sconfortante; si intravedono addirittura persone di "una certa età"; chiediamo se hanno accompagnato i figli, ci viene risposto di no, che anche loro vorrebbero tentare il provino. Sono le 13.
Arrivano pullman da tutta Italia. C'e' di tutto: more, rosse, bionde, alte, basse, grasse, magre, bianche, nere. La cosa impressionante è che in questo primo giorno di provini neanche l'1% è di bell'aspetto, tutti sono daccordo nel dire che quello che conta è il talento, e quando gli chiediamo le loro precedenti esperienze ci raccontano che il talento è una cosa che sentono dentro ma di cui si sono accorti i vicini di casa o gli amici.

In fila per ore, rimarra' loro un ricordo della giornata al caldo, delle ore passate sotto il sole in fila tipo Giovani Marmotte. Delle leggende, con i racconti inventati da chi ha sentito in giro, detto, ascoltato.
Tutto si uniforma: l'attrice d'Accademia d'Arte Drammatica diventa amica della Cubista del piccolo paesino e all'uscita si scambiano numeri con la speranza, loro, di risentirsi (cosa che non accadra' mai) e nostra di non vedere mai piu'un abbrutimento culturale cosi' dilagante.
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