- La produttrice 52enne sente di dover fare un chiarimento riguardo quel che ha subito la primogenita
- La 23enne, nata con una cardiopatia congenita, operata subito dopo la nascita, ha riportato una ipossia cerebrale
Sonia Bruganelli dopo due mesi trascorsi in ospedale, al Bambino Gesù di Roma, accanto alla figlia Silvia Bonolis, rompe il silenzio. La produttrice 52enne sente di dover fare un chiarimento riguardo quel che ha subito la primogenita 23enne. “Non ha avuto un trapianto”, sottolinea. Ma fa un appello affinché sempre più persone donino organi. La ragazza è nata con una grave cardiopatia congenita e ha dovuto affrontare un delicato intervento chirurgico subito dopo la nascita. In seguito a complicazioni post-operatorie, ha riportato una ipossia cerebrale che le ha causato danni neurologici permanenti, soprattutto dal punto di vista motorio.

Sonia pubblica nelle sue Storie alcuni brevi filmati. “Con questo video volevo innanzitutto ringraziare tutte le persone che ci sono state vicino in questi lunghi due mesi di ospedale di Silvia, abbiamo ricevuto i vostri messaggi, le vostre preghiere e quindi vi ringrazio moltissimo”, esordisce l’ex moglie di Paolo Bonolis.
“Ora però mi sento di dirvi una cosa per me molto importante. Donate gli organi. Non avete idea di quanti bambini siano in ospedale in attesa di un cuore, in attesa di un polmone, che vivano mesi e alcuni quasi anni. Ci sono dei bambini che sono in ospedale da 10 mesi, da 11 mesi, in attesa di un cuore o di un polmone. Mi rendo conto che l'argomento è importante, forte, però è fondamentale per me”, prosegue Sonia.
“Credo che nel 2026, in un'epoca dove tutto sta diventando sostituibile dall'intelligenza artificiale, l'unica cosa che non è sostituibile è il nostro corpo, i nostri organi, il nostro cuore e quella che è poi fondamentalmente la nostra coscienza. Quindi donare gli organi quando purtroppo non sono più...dentro il corpo, dove il corpo che li contiene non esiste più, mi sembra che sia un atto di civiltà e di rispetto per la vita e alcune volte forse ci lasciamo fuorviare dall'idea dell'integrità del corpo, dalla voglia di pensare che sia importante e giusto mantenere un corpo integro anche con anche dopo la morte, specialmente quando il corpo è purtroppo giovane”, aggiunge Bruganelli.
Sonia ci tiene a esprimere il suo giudizio: “Però, ripeto, poter salvare la vita di un bambino, di una bambina, di una donna, di un ragazzo è un gesto di civiltà e secondo me è l'unica cosa che può dare senso a una morte magari prematura, che in realtà il senso non ce l'ha, non dovrebbe mai avercelo. In questi lunghi e interminabili giorni che ho vissuto insieme a Silvia, insieme alle persone della mia famiglia, in ospedale, sono stati due lunghissimi mesi, mi sono ritrovata più volte, quando magari Silvia stava un pochino meglio, quindi potevo rilassarmi con il telefonino, a leggere purtroppo di notizie di cronaca. E mi sono ritrovata a dire: ‘Cavolo, magari donano gli organi, magari arriva un cuore’”.

“Questo perché Silvia ha conosciuto nuovi amici in questi due mesi in un ospedale, in un posto dove i bambini non dovrebbero vivere mai. In un posto dove ogni giorno le infermiere sono abituate a compiere le manovre difficili, più complicate e più dolorose sempre con amore e con un sorriso enorme nel viso - spiega - In un posto dove le mamme, ogni mamma, diventa mamma del proprio bambino e di qualsiasi altro bambino, per cercare magari di dare un po' di respiro a qualche mamma che è sola. E quindi noi faremo tesoro ogni giorno di tutto ciò che abbiamo imparato sulla vita e sull'amore dentro il Bambino Gesù. Però voi aiutateci a comprendere e a capire che è importante se, nel disastro, nel dolore di una morte, si può regalare una vita a tutti i bambini che oggi sono dentro l’ospedale”.

Sonia poi conclude chiarendo quel che è accaduto alla figlia: “Voglio specificare una cosa, onde evitare articoli mendaci, Silvia non ha subito un trapianto di cuore, ha avuto un importante intervento, ma non ha subito un trapianto di cuore. Specifico questo perché non ci siano illazioni o commenti o pseudo articoli che giocano inventando notizie”.

















