5/10/2015 | 3 MINUTI DI LETTURA

Sonia Bruganelli: 'Con Silvia, nata con problemi cardiaci, la mia storia di madre è iniziata un po' in salita'

  • La storia da madre di Sonia Bruganelli con Silvia è iniziata in salita
  • 'Un percorso che non avrei scelto ma se tornassi indietro lo rivivrei'

Sonia Bruganelli parla ancora una volta della sua storia di madre 'iniziata un po' in salita' quando ha messo al mondo Silvia, la sua figlia primogenita. La bionda autrice e produttrice dal marito Paolo Bonolis ha anche avuto Davide, 10 anni e Adele, 7. Al Corriere della Sera, nell'ambito della rubrica "Il Tempo delle Donne", Sonia Bruganelli ha raccontato il suo essere madre senza scoraggiarsi, con un percorso in salita per Silvia nata affetta da problemi cardiaci. 

Sonia Bruganelli insieme alla figlia Silvia, 12 anni, nata con gravi problemi cardiaci

"Le maternità, straordinarie, lo sono tutte. Perché diventare mamma è un'esperienza unica alla quale spesso non si è neanche preparate. Nel mio caso una delle mie tre lo è stata ancora di più. La nostra prima bambina Silvia è nata con una cardiopatia e la mia storia da madre è iniziata un po' in salita", ha spiegato. 
"Io tendo a essere molto schietta, nel senso che non è augurabile una disabilità, ma allo stesso tempo credo che la forza che questi bambini hanno sia per le famiglie all'inizio fonte di enormi difficoltà, ma poi sicuramente una possibilità di comprensione della vita in maniera diversa, una risorsa enorme", ha continuato Sonia Bruganelli. E aggiunto: "Bisogna avere tanta forza, una famiglia grande alle spalle, a volte sacrificare anche gli altri fratelli perché le cose sono un po' più complicate"

La moglie di Paolo Bonolis ha parlato al Corriere della Sera della sua storia di madre iniziata in salita

"La felicità del bambino è la priorità di ogni mamma e questi bambini emanano tantissima gioia, serenità, ci danno forza. E' un percorso che non avrei scelto ma se mi dicessero adesso di tornare indietro lo rivivrei così... - ha sottolineato infine - Credo che la grossa difficoltà delle famiglie con disabilità sia dal punto di vista degli aiuti. Noi sosteniamo una serie di associazioni proprio per questo. Nel mio caso per fortuna Silvia ha una disabilità minore rispetto ad altri bambini che hanno invece bisogno di cure quotidiane costose e 'forever'. Il 'per sempre' rende la situazione difficile e fa sì che poi si separino famiglie e si creino disagi enormi. Non bisogna lasciarle sole. Noi abbiamo vissuto la nostra di situazione difficile, ma abbiamo anche assistito ad altre situazioni purtroppo assolutamente devastanti”.

 

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