19/10/2020 | 3 MINUTI DI LETTURA

Yari Carrisi condannato per l’attacco a Barbara D’Urso, le aveva augurato di morire

  • Il figlio di Al Bano e Romina ha ricevuto una condanna penale
  • I fatti risalgono allo scorso aprile, ma la condanna è arrivata pochi giorni fa

Yari Carrisi, figlio di Al Bano e Romina Power, è stato condannato per aver augurato la morte a Barbara D’Urso. I fatti risalgono allo scorso aprile. Eravamo in pieno lockdown e il 47enne scrisse una frase piuttosto infelice sulla conduttrice Mediaset. Nelle sue Instagram Stories condivise questo messaggio: La D’Urso deve morire”. La padrona di casa di ‘Pomeriggio Cinque’ ci rimase malissimo e decise di intraprendere un’azione legale. Adesso per Yari è arrivata una condanna penale “per aver leso la reputazione e l’onore di Barbara d’Urso”.

Yari Carrisi, 47 anni, è stato condannato per le parole pronunciate su Barbara D'urso
Yari Carrisi, 47 anni, è stato condannato per le parole pronunciate su Barbara D'urso

Non è quindi bastato il chiarimento del giovane Carrisi a sedare la rabbia di Barbara. Successivamente a quell’episodio Yari aveva infatti spiegato che non intendeva realmente augurare la morte alla presentatrice, ma che il suo obiettivo erano i programmi della 63enne, considerati da lui dannosi per la società.

“È ovvio che mi riferisco al programma e non alla persona fisica che ha dato il nome al programma. Il tipo di show che non aiuta a vivere meglio ma è cattivo ed ignorante e si approfitta della gente e delle sventure delle persone, ed è ora di relegarlo al passato, aveva dichiarato.

La D'Urso, 63 anni, ci risame davvero male dopo aver letto il messaggio social del figlio di Al Bano e Romina Power
La D'Urso, 63 anni, ci risame davvero male dopo aver letto il messaggio social del figlio di Al Bano e Romina Power

“Da anni si è propagato in tutte le case d'Italia come un virus, ed è ora di chiudere il flusso negativo che emana. Non è mai stata mia intenzione augurare la morte a nessun essere vivente ma esclusivamente augurarmi/ci la fine di un programma che ritengo dannoso, aveva poi aggiunto. Una difesa che per il giudice non è stata sufficiente a scagionarlo.

 

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