07/11/2002 | 1 MINUTO DI LETTURA

L'alma de Cuba: Steven Spielberg innamorato dell'Avana

"Mi sento a casa qui...in solo due giorni di visita mi sento così arricchito dalla cultura e dalla passione del popolo cubano". Steven Spielberg, invitato all'Avana dall'Istituto Cubano di Cinematografia, ha così commentato la calda accoglienza riservatagli da un popolo che affonda le sue radici nella storia. Accompagnato dalla moglie, l'attrice Kate Capshaw, il regista, che ha riservato dure critiche all'embargo commerciale imposto dagli Stati Uniti dopo la rivoluzione castrista ( "Penso che l'embargo debba cessare al più presto, non vedo ragioni di protrarlo anche nel XXI secolo"), ha reso omaggio alle vittime dell'Olocausto incontrando la comunità ebraica cubana nella principale sinagoga della capitale e lunedì sera si è intrattenuto a colloquio per quasi otto ore con Fidel Castro parlando di arte, politica, storia e di "extraterrestri". "Sono state le otto ore più interessanti della mia vita", ha confidato Spielberg lasciando la residenza di Castro. Martedì sera, alla presentazione di "Minority Report", centinaia di persone si sono accalcate davanti al cinema "Charlie Chaplin" dell'Avana, già gremito all'interno, per rendere il giusto omaggio ad uno dei più grandi cineasti contemporanei e tributargli una meritata standing ovation.
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