12/10/2011 | 3 MINUTI DI LETTURA

Diana De Feo, nessun risarcimento danni da Emilio Fede

Diana De Feo smentisce, nessun risarcimento danni dal marito Emilio Fede
Pochi giorni fa Emilio Fede è stato rinviato a giudizio insieme a Nicole Minetti e Lele Mora nell'ambito del processo sul Rubygate. La moglie del direttore del Tg4, Diana De Feo, Senatrice della Repubblica Italiana, ha deciso di parlare sulle pagine di A. Peccato che, secondo la donna, il suo pensiero sia stato distorto, mistificato e semplificato ad hoc dalla stampa.

Nell'intervista la De Feo avrebbe detto: "Separazione? No, meglio chiedere i danni per lesione d’immagine. Quando ho cominciato a leggere quelle cose sui giornali mi sono molto arrabbiata. Ho pensato di andare dall’avvocato e chiedere la separazione. Poi ci ho ripensato e ho deciso di non chiedere la separazione ma, piuttosto, i danni per lesione d’immagine. Sono un senatore della Repubblica, la mia immagine è legata al nome della storia dell’arte, della cultura, non voglio vederla appannata".
Subito la notizia è stata ripresa da tutti i media, ma pronta è arrivata la smentita della Senatrice. "Quanto pubblicato oggi da alcune agenzie di stampa è frutto di una semplificazione e mistificazione che condanno senza alcuna riserva. Le mie delusioni e le mie riflessioni, affidate alla rivista, riguardano non la vicenda Ruby bensì alcuni momenti della vita privata di mio marito, Emilio Fede, risalenti ad alcuni anni fa. Nella mia intervista ad ‘A’ ho fatto riferimento alle vicende legate a Ruby e alle inchieste condotte dalla Procura di Milano precisando, attraverso le parole del Gup, che non emerge alcun elemento che faccia ritenere che al concorso di bellezza si fosse consumato il reato di induzione alla prostituzione. Dal semplice incontro e dall’interessamento di Fede per la ragazza non può dedursi che l’imputato abbia persuaso, convinto, spinto, aiutato, favorito la minore ad avere rapporti sessuali con Berlusconi in cambio di denaro o altre utilità. Perciò sono indignata e mi vergogno di appartenere alla categoria dei giornalisti, alcuni dei quali per ragioni evidentemente politiche distorcono scientemente i fatti e la verità. Per questo diffido le agenzie di stampa e i giornali a riportare tali fuorvianti ricostruzioni, riservandomi nel caso azioni legali a difesa della mia reputazione".

Foto: C.Mangiarotti © Gossip.it
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