18/5/2020 | 3 MINUTI DI LETTURA

Giulio Berruti rivela un 'atroce’ trauma adolescenziale che lo ha segnato: 'Mi buttarono in un cassonetto con tutto il motorino. Oggi quando li incontro…’

  • L’attore ha avuto difficoltà a superare quell’esperienza
  • Oggi però si è preso la sua rivincita su chi compì quel gesto balordo

Giulio Berruti ha deciso di rivelare ai suoi follower un trauma ‘atroce’ che ha segnato la sua adolescenza. L’attore, che oggi ha 35enne, ha raccontato di quella volta che alcuni bulli lo gettarono in un cassonetto con tutto il motorino di fronte ad altri coetanei, tra cui una ragazza che gli piaceva. Fu un episodio che superò con difficoltà. Oggi però si è preso la sua rivincita e ha spiegato cosa accade quando gli capita di incrociare per strada chi compì quel gesto balordo.

“Ho avuto un’adolescenza molto fortunata ma spesso complessa. Ero un ragazzo a tratti introverso, curioso ma un po’ insicuro. Ero anche molto magro e non troppo alto. Così qualcuno se ne approfittava. A 14 anni, un gruppo di ragazzi decise di gettare me ed il mio motorino dentro un cassonetto dell'immondizia davanti ad un locale molto frequentato solo per il gusto di umiliarmi. C'era anche una ragazza che all'epoca mi piaceva tantissimo, vide la scena e si mise a ridere con le sue amiche voltandomi le spalle”, ha fatto sapere in un post pubblicato sul suo profilo Instagram.

Giulio Berruti, 35 anni, racconta un trauma 'atroce' della sua adolescenza: dei bulli lo gettarono in un cassonetto con tutto il motorino davanti ad un locale molto frequentato
Giulio Berruti, 35 anni, racconta un trauma 'atroce' della sua adolescenza: dei bulli lo gettarono in un cassonetto con tutto il motorino davanti ad un locale molto frequentato

“Fu un’esperienza atroce per me, ma l'adolescenza è spietata si sa e purtroppo quello fu soltanto uno di mille episodi simili. Poi gli anni passano, la vita cambia cosi come le amicizie, e conosco le arti marziali. A 19 anni di colpo pesavo 104 chili per 1.92 di altezza. Non si avvicinava più nessuno, così come oggi. Capita che a volte, però, incontri ancora alcune di quelle persone, e quando succede, sento spesso il loro imbarazzo, la loro difficoltà nel sostenere il mio sguardo. Mi arrivano si e no ai capezzoli e pesano la metà di me. Ma non è questo il punto”, ha continuato.

“Il loro imbarazzo è dato da ciò che con il silenzio, la fatica e l'impegno, sono riuscito a costruire per me stesso mentre alcuni di loro ancora no. E non c'è rivincita migliore dei fatti, perché i traguardi, anche se piccoli, pesano come macigni a questa età. Perciò concentratevi su voi stessi, non su cosa pensano gli altri di voi. È un loro problema non il vostro”, ha poi aggiunto.

 

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