31/03/2005 | 4 MINUTI DI LETTURA

Fabio Volo: 'Casomai' ci riprovo col cinema...

"E' evidente che c'è una crisi nel cinema italiano se io faccio film...!". Geniale, imprevedibile e ironico. Fabio Volo ieri mattina ha presentato alla stampa romana il suo nuovo film, "La febbre", che uscirà venerdì 1 aprile in 240 sale italiane distribuito da 01. Presente il regista della pellicola Alessandro D'Alatri, la bella Valeria Solarino, I Negramaro, il gruppo musicale che ha composto le suggestive musiche della colonna sonora, e il resto del cast.

"E' un film politico, una critica propositiva all'Italia della burocrazia immobile", spiega D'Alatri. La pellicola, ambientata a Cremona, racconta la storia di Mario Bettini, geometra di provincia e studente fuori corso d'architettura. Mario, amante della vita, ha un piccolo sogno: aprire un locale con alcuni cari amici. Per realizzare il suo desiderio, si cala in una realtà diversa, quella d'impiegato comunale, pronto a tutti i compromessi possibili per spianarsi la strada. L'incontro con l'amore e con un amico libero dalle costrizioni sociali quotidiane, gli regaleranno, però, una prospettiva diversa e migliore. Mario troverà, finalmente la sua strada...
"Il titolo è dedicato a quella febbre della mediocrità che abbassa le difese immunitarie del nostro Paese - dice il regista - E' anche l'auspicio che possa trasformarsi in febbre di crescita. E' una dichiarazione d'amore e rabbia per l'Italia, ma non è un film contro. E' un invito a costruire, a rimboccarsi le maniche, a cominciare dal pianerottolo di casa propria l'unica rivoluzione possibile".

Fabio Volo torna a distanza di sei anni sul set, dopo il fortunatissimo "Casomai", sempre diretto da D'Alatri: "Fare l'attore è un lavoro affascinante. Se fosse per me, girerei un film al giorno. Durante la lavorazione si crea una specie di famiglia. Non so se sono un attore. Qualche giorno fa dovevo rifarmi i documenti. Sono andato in Comune e, al momento di dare la mia professione, non sapevo cosa dire. Scrivo libri, ma definirmi uno scrittore mi sembrerebbe troppo; giro film, ma non mi sento un attore in toto; conduco programmi in tv e radio. L'impiegata comunale, una signora con l'accento meridionale, capendo la mia perplessità, mi ha consigliato di scrivere 'artista'. 'Non si preoccupi - ha detto -'artista' va benissimo'. Quindi ora, per favore, lasciatemi in silenzio, sono un artista...devo concentrarmi...".
La vita sorride all'istrionico Fabio e lui coglie al 'volo' le occasioni. "La mia febbre sono le donne, lo confesso!", ammette spregiudicato. Più seria la Solarino: "La mia è il cinema. In questo film interpreto un personaggio rivoluzionario che insegue i sogni di Mario. Penso che anche nella vita bisogna fare lo stesso, affinchè i sogni non diventino semplici utopie". D'Alatri ama l'esistenza tutta: "La mia febbre è il cinema, la mia macchina da corsa e la mia famiglia, ma è la vita intera che mi appaga. Bisogna pensare all'ora, mai dire 'dopo'. Solo così tutto ha un senso".

SPECIALE CONFERENZA STAMPA "LA FEBBRE"

LE FOTO DI SCENA DE "LA FEBBRE"

© 2005 GossipNews - Foto: A.Capozzi

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