- Alessandro Pellegrini è un bartender di successo in una struttura di eccellenza
- Ci tiene a precisare di avere una propria identità, non è solo “il fratello di”
- Si è raccontato al Corriere della Sera, tra sacrifici fatti e sogni per il futuro
Alessandro Pellegrini si è raccontato a “Il Corriere della Sera”, parlando del suo lavoro e del rapporto con una sorella così famosa (la campionessa olimpica Federica Pellegrini).
Il 36enne oggi è senior bartender al St. Regis di Venezia. Al quotidiano di Via Solferino spiega che quando qualcuno prova a “ridurlo” a una “genealogia”, lui sa cosa dire. “No, non sono fratello di Federica, né figlio di Roberto. Sono io, Alessandro Pellegrini, con la mia identità”.
“È la differenza tra vivere e farsi vivere. Io ho fatto la ‘doppietta’: sono il fratello di Federica Pellegrini e ho iniziato a lavorare a Venezia quando mio padre, Roberto (storicamente tra i barman più esperti e apprezzati d’Italia, ndr), era una figura forte, per 32 anni capo bar al Gritti. Quindi o ti fai schiacciare dall’ombra, oppure ti costruisci una schiena. Io volevo essere Alessandro. Punto”, ha fatto sapere.

Rivendica la sua “cazzimma”: “Io la cazzimma ce l’ho. Costa litigi, incomprensioni, giudizi che arrivano ancor prima del tuo ‘ciao’. Ma c’è anche un prezzo più sottile, quello che ti resta addosso: dover dimostrare sempre. Se fai bene è ‘grazie al nome’. Se sbagli è ‘vedi, il solito raccomandato?’. A 15 anni non è semplice. Ero arrabbiato con il mondo”.
Ha quindi ripercorso quel periodo della sua vita: “Il 2004 è stato l’anno spartiacque. Io cominciavo le superiori, Federica tornava dalle Olimpiadi con una medaglia al collo che nessuno si aspettava, non avrebbe nemmeno dovuto parteciparvi. All’improvviso la nostra casa si è trovata sotto i riflettori. È cambiato tutto: ritmi, equilibri, prospettive. Federica è partita per Milano ancora minorenne, catapultata in una dimensione nuova. Per noi è stata un’ondata insieme di orgoglio e disorientamento. Per i nostri genitori una responsabilità enorme da gestire. Quando un figlio cresce così in fretta, e davanti agli occhi di tutti, l’equilibrio familiare si ridefinisce. In un caso e nell’altro o hai le palle quadrate o ti perdi”.

Ha così iniziato a lavorare al Lido di Venezia, “nei chioschi di spiaggia dell’eccellenza di allora”.
A 24 anni si trasferisce all’estero: “Avevo bisogno di dimostrare prima di tutto a me stesso di potercela fare da solo. A Venezia non mi mancava nulla: l’auto, l’appartamento, un posto sicuro nel bar di famiglia. Proprio per questo ho scelto di rompere gli argini. Per crescere, a un certo punto, devi spegnere il rumore di fondo, allontanarti dalle certezze e dai privilegi”.
E’ approdato a Londra. Dove ha imparato tanto. Poi il rientro in Italia qualche anno dopo. “È successo tutto dopo la pandemia. Il ritorno a Venezia, accanto alla mia famiglia, è stato quasi inevitabile. Alla riapertura ho scelto Verona, facendo base a casa di Federica: un anno di passaggio, necessario per rimettere ordine e capire la direzione. La svolta è arrivata quando Facundo Gallegos — con cui avevo lavorato al Connaught di Londra — è arrivato in Laguna come bar manager del The St. Regis Venice e mi ha voluto al suo fianco. Un’offerta che non potevo rifiutare”.

E nel suo futuro cosa vede? “Sono un visionario. Amo profondamente quello che faccio e, se raggiungerò posizioni importanti, ne sarò felice. Ma il mio sogno più autentico è un piccolo chiosco sulla spiaggia, in semplicità. Oggi le cose semplici sembrano quasi eccentriche, fuori moda. Eppure sono proprio quelle che mancano di più”.
Immancabile la domanda sull’arrivo della seconda nipotina. La sorella Federica infatti dopo aver avuto Matilde nel gennaio del 2024 è nuovamente incinta del marito Matteo Giunta, di un’altra femminuccia.
“Ci risiamo. Vuoi vedere che adesso sarò lo zio delle figlie di Federica Pellegrini (ride, ndr)? Scherzi a parte: quella dello zio è una dimensione indescrivibile. E sì, ci vuole cazzimma! Insomma, fa per me. Ci sguazzo, non vedo l’ora”, ha chiosato.

















