- Il manager 66enne svela che il presentatore 64enne è l’amico che gli manca di più
- Anche in tv, a La Biblioteca dei Sentimenti, si è confidato sul forte legame
Lo ha detto senza mezze misure in tv. Lo ribadisce sulle pagine di Gente. Lucio Presta torna a parlare di Paolo Bonolis e, indirettamente, della sua ex, Sonia Bruganelli. “Vittima della sindrome di Stoccolma”, sottolinea il manager. La sindrome di Stoccolma è una dipendenza psicologica e affettiva in cui la vittima sviluppa sentimenti positivi (simpatia, empatia, innamoramento) verso il proprio carnefice.

Quando gli si domanda della separazione artistica tra lui e il conduttore, causata, stando al racconto del 66enne nel suo libro “L’Uragano - Soli, fulmini e saette”, dalla produttrice 52enne Lucio confida: “Paolo è l'amico che mi manca e mi manca tanto. Lui è vittima della sindrome di Stoccolma, secondo me è così”.
Ospite a La Biblioteca dei Sentimenti su Rai3, intervistato da Maria Latella, Presta su Bonolis recentemente ha detto: “Io e lui non abbiamo bisogno di dirci nulla. Sappiano tutto l’uno dell’altro. Io sono stato tutta la vita vicino a Paolo e Paolo è stato tutta la vita vicino a me. Abbiamo condiviso tutte le nostre gioie, tutti i nostri dolori e poi, purtroppo, arrivano anche altri sentimenti che disturbano e che, probabilmente, fanno sì che questa complicità, questo rapporto, troppo forte, debba essere spezzato”.

Sul settimanale Lucio si apre pure su Amadeus: “Ha seguito il consiglio della moglie Giovanna (Civitillo, ndr.) e mi ha professionalmente lasciato. A volte si fanno scelte dettate dell'amore. Sua moglie riteneva che fossi una presenza ingombrante. D'altra parte la riconoscenza è il sentimento del giorno prima, come mi disse una volta Giulio Andreotti”. I suoi ‘assistiti’ non sono tutti uguali: “Con alcuni ho un rapporto fraterno. Per questo la sofferenza è ancora più forte".



















