25/03/2005 | 5 MINUTI DI LETTURA

Vincenzo Salemme ci racconta... 'cose da pazzi'

Uno "scugnizzo" sospeso a mezz'aria tra cinismo ed ironia, tra poesia e comicità, tra morale e disillusione. Questa volta, anche con un occhio alla politica.

Vincenzo Salemme, in quest'occasione, fa letteralmente "Cose da pazzi".

Nella sua nuova pellicola, presentata in anteprima ieri a Napoli, il regista partenopeo non si è risparmiato monologhi e caratterizzazioni, trasponendo in celluliode, con successo, il suo spettacolo teatrale.

Teatro. Una parola ricorrente nei suoi discorsi, in conferenza stampa. Un'arte che gli esplode nel cuore: "La religione e' teatro, le istituzioni sono teatro, la vita stessa e' teatro".

E a chi gli chiede spiegazioni, dopo aver polemizzato con la Guzzanti sull'umorismo ispirato alla politica, Vincenzo risponde che nel film l'espediente marxista è solo un principio su cui creare un paradosso: lo stesso pubblico è diviso, riguardo all'interpretazione della pellicola, in cui un disilluso comunista riesce a mettere in crisi le convinzioni di un cattolico perbenista (interpretato da un grandissimo Maurizio Casagrande). "D'Alema l'ha visto a teatro e non si è arrabbiato", ha rivelato Vincenzo. "Bertinotti ancora non l'ha visto".

E, dalla politica, ai fenomeni sociali: se nel film cita come esempio non proprio positivo l'"Isola dei famosi", ci confessa che il suo rapporto con i reality-show non è dei migliori: "Sono noiosi, non capisco la gente famosa che vi partecipa. E che poi deve tornare dalle famiglie, dagli amici, dai figli dopo aver magari dato un pessimo spettacolo di sè", spiega tra smorfie e caricature.

Un po' preoccupato per l'assenza della solita bellona da calendario, passerella o piccolo schermo (tra le sue partner cinematografiche Eva Herzigova, Sabrina Ferilli, Manuela Arcuri e Tosca d'Aquino), un Salemme forse più maturo offre al pubblico un primo tempo molto divertente e un secondo tempo molto riflessivo, con un repentino cambiamento di tono nel momento in cui il protagonista fa capolino (dopo oltre mezz'ora di pellicola). Perfetti con lui la coppia Maurizio Casagrande e Lidia Vitale , spassosa la zitellaccia Teresa del Vecchio, meno convincente il trapezzista hispanico-napoletano Biagio Izzo (assente giusticato, in scena al Parioli di Roma).

In una delle più caratteristiche miscele di comicità e riflessione, si muove un regista interprete che racconta il disagio e, dal disagio, come nel suo stile, lascia che si apra dinnanzi allo spettatore un mondo di domande e malinconie. Perchè a volte, come i testi di Salemme insegnano, per ridere di gusto occorre partire da qualche autentico dubbio esistenziale.

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