- Classe 2001, appena un anno meno del fratello Alessandro, concede la sua prima intervista a Novella 2000
- E’ legato alla ragazza da un anno e mezzo, prima dell’estate ha un progetto importante
E’ il secondogenito che Raoul ha avuto da Chiara Giordano. Francesco Bova, classe 2001, solo un anno più piccolo del fratello Alessandro, concede la sua prima intervista a Novella 2000: al settimanale svela che lavoro fa e chi è la sua fidanzata, a cui è legato da un anno e mezzo. “L’ho conosciuta in Armenia”, confida il ragazzo.

Laureato a Berlino in produzione musicale, ha fatto un piccolo cameo in Don Matteo. Ma non desidera fare l’attore, anche se non disdegnerebbe un’altra esperienza di set. Francesco è un dj e producer e ha un nuovo singolo in arrivo, Under My Skin. “Faccio il dj e il producer e queste settimane sono particolarmente intense. In passato ho vissuto una serie di fasi in cui producevo musica e non usciva, o la facevo uscire e non rendeva. Adesso sto lavorando su un pezzo fatto completamente da me e voglio farlo uscire prima dell'estate, se riesco già entro la fine di maggio, perché sento che è qualcosa in cui per la prima volta riesco davvero a connettermi: l'ho dedicato a una persona molto importante”, spiega. E’ dedicato alla sua ragazza.
Bova junior sulla donna che l’ha conquistato svela: “Jana è libanese, vive li anche se l'ho conosciuta in Armenia tre anni fa, durante un viaggio con gli amici per la mia laurea. Stavamo prendendo un caffè in un coffee shop, abbiamo parlato e la stessa sera siamo usciti insieme. A un certo punto ci si sono avvicinate due persone che volevano, non so bene cosa, forse il portafogli, e lei è scappata. Anch’io sono dovuto scappare di corsa. E’ stato un inizio bello movimentato”.

Quello tra Francesco e Jana è stato un colpo di fulmine: “Sì, anche se stiamo insieme da un anno e mezzo. La distanza, come dicevo prima, all'inizio non ci ha aiutato. E anche oggi è un ostacolo. Però ci sentiamo tutti i giorni, anche più volte. Quando possibile ci vediamo: lei è venuta a gennaio e si è fermata a Roma fino a metà aprile. L'anno scorso invece ci siamo visti a tratti, un mese sì, due no. Adesso, con la guerra e l'incertezza sui voli è ancora più difficile pianificare di incontrarci”. I genitori la conoscono e ne sono entusiasti.
Essere ‘figlio di’ per lui è stato pure un peso: “Ho vissuto un sacco di situazioni belle e un sacco di situazioni scomode. Belle perché all’inizio non ti aspetti tutte quelle persone che conoscono tuo padre. Scomode perché, d'altra parte, tante ragazze mi hanno detto che non assomiglio a lui, sottolineando la loro delusione. E io pensavo: ‘Ma chi siete, ma che volete?’. Al di là di tutto non mi sono mai sentito definito dal mio cognome: io sono solo Francesco. La mia vita è diversa da quella di altri figli d'arte: io non ho seguito le orme di papà, perché la mia passione per la musica era più grande di quella per la recitazione. Se avessi fatto l'attore, la definizione di figlio d'arte sarebbe stata appropriata. Invece ho sempre fatto quello che ritenevo giusto per me, senza attaccarmi alle aspettative di qualcuno. Mio padre resta mio padre, e io sono io”.

















