- La Ramazzotti è una vera ‘dark lady’ super grintosa, Melissa mette in primo piano le gambe
- Michelle ed Elisabetta vanno da Jil Sanders e sono glamour tutte in black
Milano si accende, i flash impazziscono, i tacchi risuonano sul pavé. E’ tempo di Milano Fashion Week, e le vip nostrane non mancano l’appuntamento più glamour dell’anno. Tra passerelle, front row e selfie strategici, lo spettacolo è fuori dalla sfilata. Hunziker e Canalis fanno coppia, da Diesel ci sono Aurora e la Satta.

Tappa obbligata da Diesel, dove si respira energia urban e sensualità contemporanea. A catalizzare gli sguardi è Aurora Ramazzotti, 29 anni e un’attitudine sempre più da icona fashion. Il suo look? Deciso, grintoso, seducente al punto giusto: lungo soprabito nero in ecopelle, silhouette affilata, sotto stivali e calze ricamate che giocano con le trasparenze. Un mix tra dark lady e new generation glam. Aury osa e fa centro.

Melissa Satta, 39 anni, mette le gambe chilometriche in primo piano. L’ex velina, grande amica del patron del brand Renzo Rosso, punta su un minidress a camicia che esalta la figura, abbinato a un giubbotto rosso in perfetto stile college americano. Effetto varsity queen assicurato. Sexy, sporty, impeccabile.
Cambio di passerella, ma stessa intensità di stile. Michelle Hunziker sceglie l’eleganza minimal di Jil Sander per un’apparizione che non passa inosservata. Total black, linee pulite, sorriso abbagliante: la conduttrice 49enne è in formissima. Reduce da una vacanza alle Maldive con le figlie più piccole, Sole e Celeste, e un gruppo di amici, sfoggia un glow da isola tropicale che illumina anche il grigio milanese.

E per la foto ricordo posa con Elisabetta Canalis, 47 anni, anche lei in nero, glamour e chic. Le due, affiatate e bellissime, sembrano uscite da uno shooting anni ’90: silhouette perfette, sguardo sicuro, allure internazionale.
La Canalis, arrivata direttamente dagli States, appare radiosa e determinata. Dopo la fine della storia con Alvise Rigo, i rumor la vogliono nuovamente single. Ma se c’è una cosa che Milano insegna è che lo stile è la miglior dichiarazione d’indipendenza.



















