E’ morto Gino Paoli: il mondo della musica dice addio all’ultimo romantico ‘irregolare’

  • Il celebre cantautore è spento pochi mesi dopo Ornella Vanoni, come lei a 91 anni
  • Sposato dal 1991 con Paola Penzo, l’artista era padre di cinque figli, il primogenito scomparso un anno fa

Certe storie sembrano scritte per non finire mai, e invece a volte scelgono di chiudersi così, a distanza di pochi mesi l’una dall’altra. E’ morto Gino Paoli, aveva 91 anni. Il pensiero corre inevitabilmente a Ornella Vanoni, scomparsa il 21 novembre 2025 alla medesima età. Due vite lunghissime, due protagonisti assoluti loro, ma soprattutto una storia che, nonostante tutto, non si è mai davvero chiusa.

E’ morto Gino Paoli: il mondo della musica dice addio all’ultimo romantico ‘irregolare’

Paoli non è mai stato solo un cantautore, era un uomo che attraversava le vite degli altri lasciando tracce sottili, ma indelebili, con quella voce bassa, quasi distratta, e una scrittura capace di raccontare l’amore senza addolcirlo mai troppo. Genovese, parte di quella scuola irripetibile insieme a Fabrizio De André, Luigi Tenco e Bruno Lauzi, ha firmato canzoni che oggi suonano ancora attuali proprio perché imperfette, vere, umane. “Il cielo in una stanza” resta una delle dichiarazioni più intime mai scritte, e poi “Sapore di sale”, “Senza fine”, “La gatta”, tutte storie che sembrano sussurrate.

E poi c’è lei, Ornella. Perché quando si parla di Paoli, prima o poi si arriva lì. La loro è stata una relazione intensa, complicata, piena di ritorni e distanze, una di quelle che oggi farebbe impazzire i social, ma che allora viveva tra silenzi, canzoni e incontri mai davvero conclusi. Anche quando le loro strade si sono separate, quel filo è rimasto, sotterraneo e fortissimo, e oggi, con la loro scomparsa a pochi mesi di distanza, sembra quasi chiudersi quel cerchio che li ha tenuti legati per sempre.

Fa impressione pensare che se ne vadano così, nello stesso tempo della vita, quasi in parallelo, come se quel legame avesse continuato a esistere in una dimensione tutta loro, lontana dalle etichette. Due caratteri forti, due libertà difficili da tenere insieme, ma anche due artisti che, nel bene e nel male, si sono riconosciuti sempre.

Dietro quell’aria ironica e un po’ distante, Paoli ha sempre portato anche le sue fragilità, senza nasconderle mai davvero, come il tentativo di suicidio negli anni Sessanta, un gesto estremo che ha segnato per sempre la sua storia e il suo modo di raccontare la vita. Non cercava di piacere, non cercava di essere perfetto. Mai.

Sulle cause della morte, al momento, non ci sono comunicazioni ufficiali dettagliate, ma il dato che resta è un altro, molto più forte: con lui si chiude un certo modo di vivere la musica e l’amore. Gino Paoli lascia una famiglia importante. E’ stato sposato con Anna Fabbri, da cui ha avuto il figlio Giovanni, deceduto a 60 anni per infarto fulminante un anno fa, e dal 1991 con Paola Penzo, con cui ha avuto Nicolò (1980), Tommaso (1992) e Francesco (2000). Dalla relazione con Stefania Sandrelli è nata la figlia Amanda (1964). Cinque figli, quindi, e una storia familiare che racconta bene il suo modo di vivere: intenso, libero, mai lineare.