- All’On Air Festival l’attore 47enne torna a parlare del rapporto conflittuale con la 43enne da cui ha avuto i due figli
- I due sono stati i protagonisti della miniserie tv Rai “Se fossi te”, andata in onda lo scorso dicembre
Secondo lui i matrimoni che durano di più sono quelli in cui i coniugi si vedono “il meno possibile”. Marco Bocci svela che lavorare con la moglie Laura Chiatti è stata una tragedia, parole sue. All’On Air Festival l’attore 47enne torna a parlare del rapporto conflittuale con la 43enne. Sposata nel 2014 e da cui ha avuto i due figli, Enea e Pablo, 11 e quasi 10 anni. Già a Verissimo aveva confidato: “Siamo abbastanza selvaggi nella nostra vita insieme, siamo sempre un un perenne limbo tra ‘on e off’ . Ci sosteniamo e ci lasciamo un sacco di volte; io penso di essere l’uomo più lasciato della storia dell’umanità. Oggi vengo qui da lasciato! Laura mi tiene in stand by, sia nella parte affettiva che nella parte lavorativa”.

I due sono stati i protagonisti della miniserie tv Rai “Se fossi te”, andata in onda lo scorso dicembre. Marco racconta: “Era la prima volta che lavoravamo insieme considerando che, fino a quel momento, abbiamo sempre tenuto il lavoro lontano dalla nostra vita: all'inizio ci faceva ridere, ma poi è stata una tragedia. Abbiamo preso immediatamente due alberghi diversi e ogni tanto Laura arrivava la notte nel mio e iniziava a prendere a cazzotti la porta della mia stanza per aver accettato di girare la serie. E’ stato estremamente complicato ma, alla fine, ne è valsa la pena”.

Per Bocci il segreto per mantenere equilibrio sentimentale è semplice: “E’ importante non condividere tutto con il proprio partner, secondo me: io credo che i matrimoni che reggono di più in assoluto sono quelli dove marito e moglie si vedono il meno possibile. Credo che per preservare un rapporto sia fondamentale preservare i propri spazi e, magari, non confessare e dire tutto”.



















